Ecco Alemanno «Rutelli? Si può battere»

(...) Repubblica. In una sala gremita di fotografi, giornalisti e anche tanti curiosi, Alemanno, assieme a tutto il Pdl capitolino, ha dato il via ufficiale alla sua campagna elettorale. E ha anche spiegato tutta la suspence degli ultimi giorni sulla scelta del candidato per il Campidoglio, che però «non ha visto né sfide né duelli. Garantisco che in tutti i sondaggi fatti Gasparri, Giorgia Meloni e io eravamo appaiati». L’ex ministro di An ha parlato di due fattori che hanno inciso fortemente nella scelta finale. Innanzitutto «il tentativo di portare il centrodestra unito alle elezioni romane, con quindi un unico candidato». Purtroppo però «il quadro nazionale ha influenzato fortemente anche la politica locale, spaccando così le candidature». Ma soprattutto è il secondo fattore, quello determinante: «In tutti i sondaggi che abbiamo ricevuto - ha spiegato Alemanno - Francesco Rutelli è sotto il 50%. Questo vuol dire che non è affatto imbattibile». Accanto al presidente della Federazione romana di An, nella sala del centro “Roma-eventi”, c’erano anche quelli che, nelle ultime ore, erano stati accreditati come possibili candidati al Campidoglio: la vicepresidente della Camera Giorgia Meloni e l’altro esponente di An Maurizio Gasparri. Entrambi hanno salutato quella di Alemanno come «la migliore fra le candidature possibili». Ed ecco quelli che saranno alcuni degli obiettivi del candidato del Popolo della Libertà per rilanciare la capitale: «Inizieremo dalla sicurezza; riteniamo che questa sia una città sempre più insicura e vittima del degrado». E poi un patto per Roma da lanciare «insieme con Berlusconi e Fini». Un patto che coinvolga il governo nazionale e gli enti locali perché siamo convinti che questa è la strada per cambiare Roma». Un progetto su cui Alemanno auspica anche la condivisione del candidato del Pd, Francesco Rutelli: «Rutelli è una candidatura che deve essere rispettata e speriamo che lui condivida con noi qualche punto di questo patto, in modo che sia dalla maggioranza che dall’opposizione si possa cambiare il volto di questa città». A Francesco Storace, che nel frattempo, a scanso di equivoci, conferma la sua candidatura per il Campidoglio, Alemanno tende la mano: «Ci auguriamo che in un eventuale ballottaggio si recuperi l’unità». E anche il coordinatore regionale di Forza Italia Francesco Giro è stato sulla stessa linea lanciando un appello: «All’amico Storace dico mai dire mai». E aggiunge: «Speriamo di vincere al primo turno ma se dovessimo andare al ballottaggio chiederemo a Storace di assumersi la responsabilità di affidare la città ai veri moderati e ai veri riformisti per scongiurare il dominio delle sinistre». A Francesco dico: «Non trasformare Roma in una Leningrado».