Ecco la centrale che ha scoperto l’acqua calda

La forza del calore aziona le turbine del generatore di corrente

Salvo Mazzolini

da Berlino

Può sembrare un progetto avveniristico e fantascientifico. E invece fra qualche anno sarà una realtà: produrre energia elettrica utilizzando gli sterminati giacimenti di acqua bollente nascosti nelle profondità della terra. Una realtà che si sta avverando a Gross Schönebeck, piccolo centro del Brandeburgo, dove è iniziata in questi giorni la costruzione della prima centrale che trasforma in energia elettrica le risorse idriche del sottosuolo. Il progetto, che secondo le previsioni degli scienziati dovrebbe coprire entro quindici anni il 5% del fabbisogno nazionale di energia elettrica, ha alle sue spalle una lunga storia. Il Brandeburgo, il land che circonda Berlino, è una regione il cui sottosuolo è ricco di giacimenti idrici facilmente raggiungibili: già tra i cinquanta e i centocinquanta metri di profondità si trovano laghi sotterranei le cui acque hanno una temperatura intorno ai quaranta gradi.
E così già nei primi anni ottanta si incominciò ad aspirare acqua calda dal sottosuolo utilizzata per il riscaldamento delle abitazioni vicine agli impianti di estrazione. Per produrre energia elettrica, e in quantità consistenti, è necessaria però acqua molto più calda, bollente, intorno ai centocinquanta gradi, che si trova in strati sotterranei ben più profondi. Il compito di raggiungere questi giacimenti nascosti come uno scrigno prezioso nel ventre terrestre fu affidato al centro di ricerche geotermiche di Potsdam che nel ’94 diede il via alle perforazioni sperimentali che per la verità avevano un duplice obbiettivo: non solo quello di accedere alle risorse idriche bollenti ma anche quello di accertare la possibilità di depositare nelle viscere della terra residui di combustibili non smaltibili.
Negli ultimi anni le trivelle sono arrivate ad oltre quattro chilometri di profondità entrando in giacimenti idrici bollenti rinchiusi in contenitori di roccia porosa ricoperti all'esterno da strati impermeabili di roccia argillosa. Giacimenti che secondo gli scienziati esistono da almeno 260 milioni di anni. La centrale verrà costruita da una multinazionale svedese, la Vattenfall, con i fondi del land del Brandeburgo e dello Stato tedesco. Il funzionamento è «apparentemente» semplice. Una volta pompata in superfice l'acqua bollente verrà trasferita in contenitori attrezzati per produrre vapore in grado di alimentare, secondo i meccanismi tradizionali, generatori di corrente elettrica. Successivamente l'acqua utilizzata verrà raffreddata e riportata nei giacimenti dai quali è stata estratta e dove tornerà a scaldarsi: un ritorno alle origini necessario per non esaurire le scorte e per non alterare l'equilibrio ecologico. Gli scienziati che hanno lavorato al progetto sono certi che presto l'acqua bollente ricavata dalle profondità terrestri diventerà una fonte alternativa di energia importante, capace di ridurre la dipendenza dalle fonti tradizionali (petrolio, gas, carbone e nucleare). In più, come le altre fonti alternative già esistenti (vento, sole, sostanze biovegetali ecc.) l'acqua bollente che viene dal ventre della terra non è inquinante, non comporta pericoli radioattivi e può essere estratta in qualsiasi parte del pianeta indipendentemente dalle condizioni climatiche. Insomma potrebbe contribuire a ridurre l'angoscia generale davanti alla prospettiva ormai certa che un giorno si esauriranno i giacimenti di gas e petrolio.
I giacimenti sotterranei di acqua bollente sono invece sterminati e inesauribili se si adotta il sistema di restituire l'acqua estratta al suo luogo di origine dopo l’utilizzazione. La loro estinzione potrebbe avvenire solo se il pianeta si raffredderà sensibilmente in seguito a forti sconvolgimenti climatici. Ma se questa infausta prospettiva dovesse avverarsi, la razza umana non dovrà preoccuparsi. Per la semplice ragione che un pianeta sensibilmente raffreddato diventerà inabitabile e si estinguerà ogni forma vita.