Ecco dove si potrà correre fino a 150 all’ora

Come sempre la notizia dell’innalzamento a 150 all’ora della velocità in autostrada divide gli italiani. Ma è più corretto dire «torna a dividere», poiché nell’articolo 142 del Codice della Strada è soltanto ribadito un concetto introdotto nel 2004, vale a dire quando è iniziata la sperimentazione di quello che all’epoca si chiamava Sicve. E oggi è conosciuto da tutti gli automobilisti con il nome più confidenziale di Tutor.
Bisogna innanzitutto precisare che la vera notizia non è rappresentata dai 20 km/h in più, ma dal fatto che una società che gestisce un tratto autostradale è disposta a iniziare la sperimentazione. Chiaramente dopo avere ottenuto la collaborazione dell’Anas e della Polizia Stradale. Attilio Schneck, presidente società Serenissima Padova-Brescia ha infatti dichiarato di avere avviato le procedure per applicare il nuovo limite, che viaggeranno di pari passo con la verifica dei tassi di incidentalità nel segmento interessato. Che non comprenderà tutti i 182 km della A4 di competenza della società interessata, ma soltanto i 25 km a tre corsie tra Brescia e Sommacampagna.
Si tratta in ogni caso di una scelta coraggiosa, che va nella direzione della completa applicazione delle potenzialità del Tutor, che idealmente non è nato esclusivamente per scoraggiare ed eventualmente punire chi ha il vizio di premere troppo sull’acceleratore. Le resistenze da vincere derivano soprattutto dal fatto che il dispositivo in grado di calcolare la velocità media di tutti i veicoli in transito sotto i vari portali, ha realmente contribuito a ridurre la pericolosità delle strade. I dati sono chiari; il tasso di incidentalità è calato del 19 per cento, ma è in particolare il tasso di mortalità a risultare in netto calo, con un taglio del 51 per cento.
Con i successi registrati, è logico intuire che ci si muova con estrema prudenza, dato che ogni inversione di tendenza sarebbe attribuita senza appello ai 150 km/h da chi è contrario al provvedimento. Nella valutazione tra i benefici e gli svantaggi della possibilità di viaggiare ad andature superiori è da considerare innanzitutto la differenza di velocità che si verrebbe a creare tra le auto e i mezzi pesanti. Questi ultimi sono limitati a 80 o 100 km/h mentre le auto potrebbero di fatto procedere a 160 all’ora reali (vale a dire circa 170 indicati) per effetto delle tolleranze previste dal Codice della Strada. Tuttavia non bisogna dimenticare che sui tratti rettilinei, e in presenza di un traffico fluido, i 130 possono rappresentare un limite che non aiuta la concentrazione al volante di molte auto dell’ultima generazione.
Un’andatura costante, magari gestita dal regolatore automatico di velocità per evitare di superare la soglia, può abbassare la soglia di attenzione, e rivelarsi a sua volta pericolosa.
L’elemento discriminante è, ancora una volta, il buon senso. Il fatto che su un tratto sia consentito sfruttare un po' di più le doti di un motore, non significa che tutti siano sempre obbligati a farlo. Chi non se la sente può continuare a tenere il suo ritmo sulla corsia libera più a destra, mentre chi potrà approfittare di questa opportunità non dovrà sentirsi il padrone della strada.
In ogni caso, la sperimentazione della società Serenissima che potrebbe partire tra breve non è da interpretare come una liberalizzazione su tutta la rete autostradale. Ricordiamo che per potere autorizzare l’innalzamento del limite, il tratto stradale deve prevedere tre corsie più quella di emergenza per ogni senso di marcia, ed essere dotato di apparecchiature «debitamente omologate per il calcolo della velocità media di percorrenza», vale a dire il Tutor. E, a oggi, oltre al segmento di 25 chilometri a est di Brescia, sono davvero poche le porzioni che rispondono a queste caratteristiche. Sono i 65 km che separano Cavenago da Brescia Ovest (da Brescia ad Agrate per chi viaggia verso Torino) sulla A4, ma soprattutto i 174,6 km di A1, tra San Zenone al Lambro e il bivio A1/A14 nelle due direzioni.
Altri percorsi prevalentemente rettilinei, sui quali i 150 km/h potrebbero essere apprezzati sono quelli della A4 che va da Milano a Torino, e soprattutto la A26 dei Trafori, tra Novara e Alessandria, dove il traffico è raramente congestionato. Purtroppo, però, in questi tratti non è ancora prevista l’installazione del Tutor.