Ecco i Paperoni del mondo: il più ricco è mister Wal-Mart

La classifica del «Sunday Times»: Walton, proprietario dei grandi magazzini Usa, supera tutti, compreso Bill Gates

Eleonora Barbieri

In Gran Bretagna è tempo di bilanci: come ogni anno, il Sunday Times ha pubblicato la sua Rich list, la classifica dei più ricchi del regno, d'Europa e del pianeta. E, nonostante il rivale The Independent abbia cercato di rispondere con una top-50 dei più felici d'Oltremanica, la cascata di milioni e miliardi, anche se solo sulla carta, ha comunque avuto il suo effetto: perché scoprire chi è il più danaroso affascina e, se non altro, soddisfa la curiosità dei comuni mortali.
Si può immaginare, ad esempio, che persino Lakshmi Mittal, il re dell'acciaio, l'uomo che ha tentato la scalata ad Arcelor e che aspira a dominare il dieci per cento del mercato mondiale provi un po' d'invidia per Robson Walton, il patron dei grandi magazzini Wal-mart: una gelosia quantificabile in 44 miliardi (di euro), pari alla differenza fra i loro conti in banca. Il Paperone d'origine indiana, infatti è il più ricco d'Inghilterra, ma il suo patrimonio da 21 miliardi non può competere con i 65 di Walton, calcolati considerando anche le fortune di famiglia. E su scala mondiale la distanza è netta: Walton è primo, Mittal soltanto ottavo. L'americano, d'altronde riesce a far arrancare anche Bill Gates: il fondatore di Microsoft è secondo, con una ricchezza stimata in 41 miliardi, seguito da Warren Buffett, il guru americano degli investimenti che, di recente, ha deciso di diventare anche insegnante, con apposite lezioni di genialità finanziaria per bambini.
L'Italia compare al 45° posto, dove si conferma stabile Silvio Berlusconi; seguono Luciano Benetton (esattamente a metà classifica), Michele Ferrero e Leonardo Del Vecchio. Chiude la lista dei 100 Rupert Murdoch, con un patrimonio di oltre cinque miliardi. A livello europeo, invece, i più ricchi sono i tedeschi Albrecht: i fratelli Karl e Theo hanno cominciato la loro ascesa nel 1948, trasformando il piccolo negozio della madre nella catena di supermercati «Aldi»; poi hanno conquistato anche il mercato statunitense dei discount. In tutto, i loro risparmi ammontano a 26 miliardi, tre in più rispetto al patrimonio di Ingvar Kamprad, il padre di Ikea: il marchio leader dei mobili a basso costo porta, nel nome, le iniziali del suo fondatore, unite a quelle della fattoria (Elmtaryd) e del villaggio (Agunnaryd) in cui è cresciuto, nel sud della Svezia e dove ha cominciato a commerciare fiammiferi, fin dagli anni della scuola.
Sempre nel continente, dopo Mittal (terzo) e Bernard Arnault (il re francese del lusso e del gruppo Lvmh) appare la prima supermiliardaria, Johanna Quandt, vedova di Mr.Bmw, con un patrimonio familiare di 17 miliardi. La segue da vicino, in settima posizione e a soli quattro miliardi di distanza, Liliane Bettencourt, signora francese della cosmesi ed unica erede del fondatore di L'Oréal. In mezzo, il sesto uomo più ricco d'Europa (e secondo del Regno Unito, dove ha la residenza), Roman Abramovich, famoso per gli interessi nell'industria petrolifera, farmaceutica e calcistica: fra i suoi sfizi, adeguati agli oltre 15 miliardi di risparmi, la squadra del Chelsea, lo yacht Pelarus, costato 100 milioni e un Boeing 737.
Joanne Rowling, famosa per la fortuna accumulata grazie a Harry Potter, perde una posizione e scivola al decimo posto nella classifica delle più ricche del Regno, anche se i suoi 750 milioni sono comunque il doppio del patrimonio personale di Madonna, ventesima. Il Times non si è accontentato di calcolare i guadagni, ma ha soppesato anche la generosità dei miliardari inglesi. Il podio dell'edificante classifica spetta a Robert Edmiston (che ha fatto fortuna importando automobili), seguito dallo scozzese Tom Hunter (a capo di una catena di negozi sportivi) e, al terzo posto, da Sir Elton John: il cantante baronetto ha donato esattamente il dieci per cento della sua fortuna di circa 300 milioni. E pensare che nella classifica «musicale» è soltanto ottavo, insieme a Mick Jagger.