Ecco l’Italia dell’Istat Un omicidio su tre opera di clandestini

Rapporto 2007 sullo stato del Paese: «650mila stranieri irregolari problema per la sicurezza»

Avanti con il decreto sicurezza. Avanti con le espulsioni dei clandestini. Avanti con i Cie (Centri di identificazione e espulsione), i novelli e più pragmatici sostituti dei Cpt. Per il bene degli stessi immigrati regolari. «Leggi più severe contro gli irregolari servono per garantire tutte le brave persone che in Italia vengono a lavorare». Un pensiero tacciato innumerevoli volte come debole copertura di politiche razziste. Come se fare distinzioni tra clandestini e regolari fosse sbagliato, come se i milioni di migranti approdati qui fossero tutti uguali, un monolitico esercito da accogliere compassionevolmente, senza riserve.
Ora il danno delle politiche buoniste è anche statistica: numeri che campeggiano, nero su bianco, sulle tavole del rapporto Istat sull’Italia presentato ieri alla Camera dei deputati.
Un dato su tutti: nel 2006 gli stranieri denunciati nel nostro Paese sono stati 100mila. Di questi, il 94 per cento erano clandestini.
Se da una parte questo ci parla di un’Italia bella, capace di accogliere e integrare (gli immigrati regolari delinquono più o meno come gli italiani), dall’altra dà la misura dei danni provocati negli anni dall’incapacità della giustizia di far rispettare i decreti di espulsione e della mancanza di controlli sufficienti alle frontiere: sempre più numerosi (650mila la stima al primo gennaio 2008), sempre più causa di problemi per l’ordine pubblico, i clandestini sono piovuti nel nostro Paese da tutte le aree del mondo.
«In Italia - ha commentato il presidente dell’Istat Luigi Biggeri - gli stranieri provengono da ogni area: dall’Est europeo in maggior misura, ma anche dall’Africa settentrionale, dall’Asia, dal Centro e dal Sud America. È un puzzle etnico e culturale che non ha precedenti né riscontro nella storia europea». Del resto non ha riscontro nella storia della Repubblica neanche il tasso di furti e rapine commessi oggi nel nostro Paese: il numero più alto degli ultimi cinquant’anni. «Per altri reati, come quelli contro il patrimonio - recita il report -, i tassi sono più elevati di quanto non fossero negli anni ’70 e ’60». Reati di cui gli immigrati senza permesso di soggiorno causano un’alta percentuale: il 25 per cento delle rapine e il quaranta per cento dei furti in casa. Ma anche nei delitti comuni i clandestini sono sempre più protagonisti, artefici di poco meno del quaranta per cento delle risse, oltre il 60 per cento dello sfruttamento della prostituzione, quasi il trenta per cento degli stupri e degli omicidi, il 25 delle lesioni.
Particolare attenzione va poi data a quei tipi di reati di cui gli irregolari sono veri specialisti. Per esempio si può dire che «l’appalto» per i borseggi lo abbiano vinto i clandestini: ogni dieci portafogli scomparsi, sette sono stati trafugati da irregolari. In fondo qui l’Istat non ha fatto altro che certificare scientificamente qualcosa che i passeggeri in transito per la stazione Centrale di Milano hanno capito, empiricamente sulla propria pelle, già da molti anni.