«Ecco come preparo l’amaro dei carabinieri»

L'amaro del Carabiniere, un liquore originale per deliziare le forze armate. A Milano da oltre 30 anni si produce la bevanda per le caserme di tutta Italia.
Alla parola Carabiniere c'è chi associa la forza armata che ogni giorno lavora per la pubblica sicurezza e chi vola con il pensiero ad ottime bottiglie di liquore. Non è uno scherzo, ma il lavoro del signor Michele Sassano, che produce a Milano il celebre Amaro del carabiniere, non solo un elisir alcolico, preparato e dedicato a questa arma, ma il prodotto originale di un'azienda, la Sassano&Pagani, che ha la passione dei liquori e che da anni crea numerose bevande per deliziare la Benemerita.
Il signor Sassano racconta come è nata l'idea dicendo: «A Roma, nel 1946, avevo conosciuto Garinei e Giovannini, che erano i primi collezionisti di bottigliette mignon. Ne avevo viste alcune straniere che erano prodotte per le forze armate dell'estero e me ne ero innamorato. Così cominciai a scrivere ai comandi stranieri: me ne arrivarono da Londra, sette da New York che erano prodotte per i marines, altre dalla Russia e così ho pensato di produrle io per l'Italia».
Dopo nove anni di lavoro nel laboratorio della Campari di Milano, quando all'epoca aveva solo 22 anni, il signor Sassano aveva imparato tutti i segreti del liquore e aveva già un'idea per il suo nuovo amaro, realizzato con oltre 63 erbe di qualità, così preparata la formula, la mandò ad un laboratorio chimico per i test: «Scrissi una lettera formale ai Carabinieri dicendo che volevo produrre il loro amaro e il comandante di Milano mi concesse la licenza. Era il settembre del 1978 e in quell'anno per Natale moltissimi carabinieri lo ricevettero come regalo dalle oltre 270 caserme italiane che lo avevano richiesto. Gli spacci cominciarono a venderlo e così si realizzò il mio sogno. Allora una bottiglia costava 2.500 lire».
Tutt'oggi la tradizione continua e il signor Sassano dirige la sua attività a Milano, producendo sempre nuove qualità di liquori per i carabinieri compresi grappe, limoncelli e amari al caffè, tutti rigorosamente imbottigliati e decorati con immagini d'epoca che ritraggono i carabinieri in uniforme. Come d'accordo però si osserva anche la regola di vendere le bottiglie del suo liquore solo all'interno delle caserme o ai carabinieri che ne fanno richiesta.
Nella storia di questa azienda sono passati grandi nomi, primo fra tutti il generale dei carabinieri Dalla Chiesa, che Sassano ricorda dicendo: «Carlo Alberto mi diceva ’Tu hai sempre un'idea nuova, ma mi raccomando tieni buono l'Amaro’. Era un grande amico per me. Qualche tempo fa invece mi ha telefonato Albano e mi ha detto: ’Vuoi fare il vino dei carabinieri?’ E allora mi ha mandato il suo vino e abbiamo fatto nascere una nuova bottiglia con il salento rosso, prodotto dalla sua vigna».
Le camere del suo ufficio sono piene di cimeli e medaglie di riconoscimento, alla parete i calendari e le targhe dell'arma, sugli scaffali alcuni regali che in passato l'azienda ha pensato per i bambini, come puzzles e orologi, cartoline e statuine da collezione, che raccontano la vita di un mestiere difficile e affascinante. Ogni anno oltre 300mila bottiglie prodotte e Michele Sassano parla dei suoi ricordi di una vita come se fosse ieri, mentre ci mostra le sue bottiglie ricorda: «Hanno provato a copiarci, ma noi siamo gli unici che produciamo questo liquore. E pensi, abbiamo mandato l'amaro del Carabiniere anche in America! Ce lo ha chiesto il Presidente Nixon in persona».