Ecco il profumo che getta tutte le donne ai piedi

Si chiama Acqua di Sale, fa impazzire i vip, basta uno spruzzo per scatenare l’erotismo. Sa di pulito. Ma nasconde il diavolo

Elena Gaiardoni

Nella Capitale è il «profumo del rimorchio». Si chiama Acqua di Sale. Uno spruzzo ed è infallibile attrazione tra i sessi. Ottenuto da essenze di mirto, corbezzolo, legno di cedro e alghe marine, dapprima l'odore è quasi sgradevole come la salsedine. I suoi creatori, quattro fratelli, ci tengono a questa etichetta, «odore», forse fedeli al detto di un celebre naso francese che, fregandosene di tante sciocchezze perbeniste, sostenne che non esiste una grande fragranza al mondo che non sussurri almeno una nota di escremento. Ma poi, ecco il desiderato fantasma d'amore: dopo qualche minuto si libera dalla pelle la frescura di una giornata al mare. Nudità baciate dal sole, umide fermentazioni. Acqua di Sale frizza così in alto da sollevare un'onda anomala, uno tsunami olfattivo, edenico, che travolge femmine e maschi e li avvinghia in una rete di profondità primordiali. E nell'abisso salmastro va a fondo l'affondo.
Chi lo prova non lo lascia più. Gli sono affezionati politici, tra cui il ministro della Giustizia Angelino Alfano, personaggi del mondo dello spettacolo, ma soprattutto uomini e donne che dopo averla «sniffata» da amici o amiche, corrono a comprare l'acqua che profonde l'irresistibile scia ormonale. Gli estimatori gli hanno dedicato un club: coloro che sanno di colline e fondali salati, come Ulisse lasciato dalle onde sulle coste di Itaca, come Nausicaa dalle braccia d'avorio, attratta dall'eroe incrostato di minerali salmastri, non fallisce. Conclude salacemente e non solo nella Capitale, ma anche in molta parte dello Stivale.

«Sa di pulito» questa è l'espressione ricorrente con cui i fan lo definiscono e il motivo per cui lo hanno eletto alla carica di profumo della seducente intimità. «L'ho scoperto per la prima volta tre anni fa - spiega Rosaria Aglione, romana, 26 anni, medico - e non riesco a staccarmi». Lo dice con rammarico. Perché? «Ora lo vuole anche il mio fidanzato, ma io non posso pensare a un altro profumo che lo sostituisca». È un guaio in tanti sensi! «So che è conosciuto come acqua del rimorchio, ma sono certa che il mio fidanzato lo usi bene». Speriamo. «Ne sono certa. Un tempo eravamo in pochi ad averlo e ci si distingueva, ci si riconosceva per la strada e scattava tra noi una strana complicità. Oggi siamo in tanti. Un po' dispiace, ma d'altro canto è gradevole entrare in un negozio o dal dentista e sentire questo aroma di mare fresco e rilassante che ti solleva lo spirito».
Non solo lo spirito... «È un discorso complesso ma innocente insieme. In quanto medico, credo che il potere terapeutico di un odore sia un fatto tangibile». È un po' di sale che ci manca, anche nel dialogo tra uomini e donne. Perché dal sale si libera qualcosa di candido e frizzante come la schiuma delle onde, una struttura di abissi e superfici. Ed è questo l'altro lato del profumo: «rimorchia» ma rimorchia in linda freschezza; «rimorchia in bianco» si potrebbe dire. Non ci sono vergate di aromi arroventati che ti stordiscono con una botta in testa, in questo caso nelle narici. Nasce invece una brezza pudica che si avvicina, piccante e disarmata: una cosa di infanzia tra i castelli di sabbia sulla spiaggia.

Allora, è arrivato finalmente il momento di confessare: il sesso non è sporco. Se Acqua di Sale attira e tira, odorando di pulizia, vuol dire che l'ormone chiede qualcosa di casto, perché anche l'ormone ha un'anima. In effetti, una delle componenti dell'essenza galeotta è il mirto e se ritorniamo alla nostra mediterranea mitologia sappiamo che era il tratto distintivo di Afrodite, che appena salita dalle acque andò a rifugiarsi in uno di questi cespugli dai fiori bianchi e dalle bacche blu. Antiche leggende narrano che il mirto apre alla bellezza e alla comprensione universale, facendo intravedere la purezza dell'anima.

Il rimorchio è sano come il sale, possiamo finalmente sostenere al di là di leggi e moralismi, o meglio ancora, l'uomo e la donna rimorchiano quando infondono nell'altro sesso un odore intangibile, puro, come le corone di mirto che a volte si vedono dipinte proprio sui capelli degli angeli. Forse è il caso di ricordare ancora una volta la celebre pagina di Proust dove il profumo e il sapore di un biscotto suscitano nello scrittore la ricerca di tutta l'enormità temporale dietro di lui.

«Ma gli esempi possono essere infiniti - continua Morelli -. Il cane Argo è il primo a riconoscere Ulisse dall'odore della pelle e una madre sa che lasciando dentro la culla del neonato il proprio golfino, il bimbo sta più tranquillo perché sente il profumo della mamma. L'ippocampo è una zona ancora in ombra per chi studia il cervello, ma sappiamo che lì si formano gli ormoni e quindi la nostra sessualità. Gli antichi capirono meglio di noi che, bruciando incensi profumati, si potevano stimolare negli uomini le reazioni più diverse, a seconda del profumo. Usavano per Venere proprio il mirto e l'oleandro, piante care alla dea dell'amore. Oggi l'aromoterapia viene spesso applicata per alleviare la sofferenza di malattie di origine psicologica. Dormire in una stanza dove viene diffusa un'essenza d'arancio rilassa l'insonne. L'inspirazione di un profumo va a stimolare la parte primitiva dell'encefalo e muove il corpo alla conquista di reazioni complesse».

E di ricordi anche a noi stessi sconosciuti, perché il passato è lo spazio più straniero che ci sta accanto. Se Acqua di Sale rimorchia, lo fa anche perché non risveglia il piacere di baccanali e alcove, foreste di spezie, mazzi di fiori con pistilli pruriginosi e umide corolle, ma suscita l'aroma salino della nostra primordiale culla, dove scoppiavano le prime cellule odorose della vita. Il mare. E per non gettare all'inesistente caso le coincidenze che fanno del nostro conoscere una sapienza, è necessario dire che l'ippocampo è fatto di strati di corteccia cerebrale arrotolati l'uno sull'altro, che in sezione assomigliano proprio al profilo di un cavalluccio marino.