Ecco come la scuola tornerà all’antico

Da regole più rigide per i privatisti al ripristino del giudizio di ammissione per l’esame di terza media

da Milano

La scuola ritorna al passato: un decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri ha ripristinato il «super» tempo pieno alle elementari e il giudizio di ammissione all’esame di terza media, introducendo anche nuove misure su privatisti, supplenze e sanzioni disciplinari per gli insegnanti.
Torna il tempo pieno
Ridimensionato dalla riforma Moratti, torna il tempo pieno «lungo» alle elementari: si prevede, in base alle richieste delle famiglie e alla disponibilità dei servizi predisposti dagli enti locali, un’organizzazione delle classi con un orario settimanale di 40 ore settimanali.
Giudizio di ammissione
Si ripristina anche il giudizio di ammissione all’esame di terza media. «Per una questione non di severità ma di serietà - ha spiegato il ministro della Pubblica istruzione, Beppe Fioroni - considerando che oltre il 40% degli studenti italiani viene licenziato in terza media con "sufficiente"».
Sanzioni più veloci ai prof
Si riordina il sistema disciplinare per i comportamenti «scorretti» di un docente. Il parere degli organi collegiali scolastici deve essere acquisito entro 60 giorni (prorogabili di altri 30 in casi particolarmente gravi). Se non è espresso nei termini, la direzione scolastica regionale può applicare comunque la sanzione. Il tempo massimo per concludere l’iter è 120 giorni (attualmente i tempi medi superano l’anno e mezzo).
Sospensione cautelare
Il dirigente scolastico può disporre il trasferimento per incompatibilità ambientale e l’inserimento in competenze diverse dall’insegnamento. È rimosso il parere del collegio dei docenti.
Privatisti, nuove regole
I candidati devono poter accedere «con certezza» all’esame di Stato, ma si vuole evitare la nascita di «esamifici». Gli studenti dovranno presentare una domanda alla direzione scolastica regionale indicando il comune di competenza e la scuola scelta. La direzione regionale stabilirà dove lo studente potrà sostenere l’esame, tenendo conto dei «tetti» di privatisti già stabiliti.
Maternità
Le supplenze per maternità non saranno più a carico delle scuole, ma pagate direttamente dal ministero. Per i collaboratori scolastici si potrà attingere dalle graduatorie giacenti nelle singole scuole.
Classi primavera e Invalsi
Si riduce da 8 a 3 il numero dei componenti il Comitato di indirizzo dell’Invalsi (Istituto per la valutazione del sistema di istruzione), e si dà il via libera alle «classi primavera» per i bambini tra i 2 e i 3 anni (con un finanziamento di 10 milioni). Reintegrato il compenso dei commissari d’esame alla maturità.