Ecco gli stipendi d’oro della magistratura

Pronti allo sciopero per 1.200 euro all’anno, ma c’è chi guadagna 500 volte di più. <strong><a href="/a.pic1?ID=274235">Ferie due mesi l'anno</a></strong> e per far carriera basta invecchiare. <strong><a href="/a.pic1?ID=274234">Arbitrati</a></strong>, c'è chi raddoppia la busta paga

Milano - Appena si è provato a toccare i loro stipendi, i magistrati sono entrati tutti insieme in «stato permanente di agitazione». E così, dopo i mesi in cui al ministro della Giustizia Alfano bastava accennare un movimento per scatenare annunci, smentite e distinguo, è stato sufficiente prospettare tagli in busta paga perché le toghe riuscissero a trovare la tanto sospirata unità d’azione. Altro che norma «blocca processi» o riduzione delle risorse. Quello che sta a cuore sono i quattrini. E non fanno fatica ad ammetterlo: Luca Palamara, presidente dell’Anm, ha chiesto che sia «prima di tutto ripristinato il normale trattamento economico»; come dire, quando si tratta di soldi, meglio parlare chiaro. Siamo chiari fino in fondo allora: quanto guadagna un magistrato? Possibile che una riduzione da un minimo di 1.200 euro a un massimo di 2.200 all’anno sia una tale minaccia ai loro bilanci familiari?

Alfonso Quaranta, giudice della Corte costituzionale, nel 2005 ha incassato 592.774 euro: 500 volte più del «taglio» paventato. Il presidente della Consulta, Franco Bile, ne ha guadagnati 503.925. Questi sono i generali a quattro stelle fra le toghe, ma anche la «truppa» non se la passa male. Franco Ionta, capo del pool antiterrorismo della procura romana, ha dichiarato nel 2005 131.040 euro; uno stipendio importante, che percepisce per difendere la capitale dagli attacchi del terrorismo. Incarico di grande responsabilità, eppure meno remunerativo delle indagini sul doping sportivo: Raffaele Guariniello, procuratore aggiunto presso la procura di Torino, ha dichiarato nello stesso anno la bellezza di 239.001 euro. Chissà che effetto deve aver fatto al suo diretto superiore, Marcello Maddalena – già procuratore capo sotto la Mole – scoprire di guadagnare 70 mila euro in meno: per lui solo 169.079 all’anno; molto meno rispetto all’altro peso massimo della procura torinese, Giancarlo Caselli, che nel 2005, da procuratore generale, ha portato a casa 246.931 euro. Nel palazzo di giustizia di Milano, la classifica delle buste paga tra le toghe vip vede in testa Ilda Boccassini, all’epoca sostituto procuratore, con 176.446 euro, 30mila esatti in più di Gherardo Colombo, che nel 2005 era consigliere alla corte di Cassazione e portava a casa «solo» 146.756 euro. Stiamo comunque parlando di giudici navigati, avanti nella carriera. «Bisogna difendere i colleghi più giovani», ha puntualizzato infatti Palamara. Clementina Forleo, oggi 45 anni, nel 2005 ha portato a casa 86.665 euro, meno della metà della Boccassini. E molto meno anche di quanto ha incassato dalla previdenza Francesco Saverio Borrelli: 153.353 euro.