Ecomafie, affare da 18,4 miliardi

Fotografia impietosa dal rapporto di Legambiente. Ogni anno sparisce nel nulla una montagna di rifiuti speciali alta 2mila metri. Aumentano i reati contro l'ambiente (+27%): sono 83 al giorno. La regione principale è la Campania

Roma - Aumentano i reati contro l’ambiente (+27 %); crescono gli incendi dolosi; i clan salgono a 239 (36 in più rispetto allo scorso anno); nei terreni agricoli spunta il seme dell’illegalità; 18 miliardi e 400 milioni di euro il business delle ecomafie (quasi un quinto del business totale annuo delle mafie, pur contraendosi rispetto all’anno precedente di circa 4,4 miliardi di euro); record di inchieste contro la Rifiuti Spa Campania sempre in testa per illegalità ambientali, Veneto al secondo posto per infrazioni nel ciclo dei rifiuti. Sparisce nel nulla una montagna di rifiuti speciali alta poco meno di 2mila metri. Questi i numeri di Ecomafia 2008 l’annuale rapporto di Legambiente sulla criminalità ambientale presentato oggi. In particolare, il bilancio dell’anno appena trascorso parla di 83 reati contro l’ambiente al giorno (oltre 3 reati all’ora). Gli illeciti accertati dalle forze dell’ordine nel corso del 2007 sono 30.124, il 27,3% in più rispetto al 2006; le persone denunciate 22.069, con un incremento del 9,7%; i sequestri effettuati 9.074 (più 19% rispetto al 2006).

Le regioni Campania sempre in testa per illegalità nel ciclo dei rifiuti. In particolare per il settore rifiuti, i reati accertati dalle forze dell’ordine nel 2007 per violazione alla normativa sui sono oltre 4800, il 36% dei quali commessi nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa. "Per illegalità nel ciclo dei rifiuti - rileva il rapporto - è sempre in testa la Campania, dove lo smaltimento illegale di rifiuti pericolosi, spesso di provenienza extraregionale, si è sommato alla catastrofica gestione commissariale di quelli urbani. Un balzo in avanti colloca, invece, il Veneto al secondo posto (era sesto lo scorso anno), confermando lo spostamento verso nord del baricentro di questi traffici, non solo come zona di procacciamento degli scarti industriali smaltiti illegalmente nelle regioni centrali e meridionali d’Italia ma anche come sito finale". La Puglia mantiene saldamente il terzo posto dello scorso anno e il foggiano si conferma una terra dove si scaricano illegalmente nei terreni agricoli i rifiuti prodotti dal centro nord, scorie sempre più spesso spacciate per compost.

Prestigiacomo: "Serve legalità" "È necessaria una primavera di legalità in tutto il paese nel settore ambientale e che lo Stato, come sta accadendo in Campania, affronti con decisione gli interessi illeciti e mala-amministrazione su cui prosperano le eco-mafie". È quanto scrive il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Secondo il ministro occorre "usare con energia e determinazione i mezzi che esistono" e se necessario "predisporre nuovi interventi normativi in grado di aggredire meglio il fenomeno". E conclude: "Vorremmo che il prossimo anno il rapporto Ecomafia fosse meno corposo, che la montagna di rifiuti prodotti e scomparsi fosse molto più bassa, e che crescesse la coscienza civile e il rifiuto delle comunità verso il cancro di una malavita che saccheggia le ricchezze del territorio e avvelena l’ambiente".