Addio Finmeccanica, arriva «Leonardo»

Bilancio 2015 con profitti moltiplicati 26 volte, anche grazie alle cessioni. In calo i debiti

Paolo Stefanato Finmeccanica aumenta la redditività, consolida le sue aree di business e riprende a generare ampi flussi di cassa, fattore che caratterizza una società in buona salute. Il primo esercizio completo firmato Mauro Moretti (diventato capo azienda nel maggio 2014) ha visto il gruppo trasformarsi, anche in senso organizzativo, e migliorare i risultati. Per meglio segnare un'interruzione con il passato, il gruppo si appresta anche a cambiare denominazione sociale: il cda che si è svolto ieri proporrà all'assemblea del 28 aprile di abbandonare il nome Finmeccanica per adottare quello di Leonardo spa (marchio unico dal gennaio 2017, mentre i due brand convivranno insieme per tutto il 2016). Leonardo è stato l'inventore dell'elicottero che è uno dei business più importanti del gruppo è conosciuto universalmente ed è considerato il padre delle moderne tecnologie: quale simbolo più appropriato?Il bilancio 2015 di Finmeccanica mostra un netto miglioramento dei conti; più dei margini e degli utili rispetto alla crescita del fatturato, e questo significa che è aumentata l'efficienza reddituale. Il nuovo perimetro, senza la divisione trasporti ceduta nel corso dell'anno, ha permesso al gruppo di concentrarsi sulle tre aree «core»: Elettronica per difesa e sicurezza, Elicotteri, e Aeronautica, nell'ordine dettato dai volumi dei ricavi. Mentre il nuovo modello organizzativo, la «one company» voluta da Moretti, permette una filiera più snella e strategie accentrate.Il fatturato complessivo lo scorso anno è stato di 12,995 miliardi (+1,8%). Leggermente inferiori i nuovi ordini (a quota 12,371 miliardi), per effetto soprattutto di un calo nella domanda di elicotteri, specie quelli al servizio delle società petrolifere, settore alle prese con il calo del greggio. Il portafoglio ordini è a quota 28,793 miliardi, pari a due anni e mezzo di produzione, ed è considerato dal gruppo di buona qualità in termini commerciali. In crescita del 18,9% l'ebitda a 1.866 milioni (+48% l'ebit a 884 milioni); l'utile netto ordinario è 253 milioni, 17 volte i 15 milioni del 2014, mentre il risultato netto è stato di 527 milioni, 26 volte rispetto ai 20 milioni del 2014. A dare la spinta è stata in larga parte la plusvalenza straordinaria di 248 milioni ottenuta dalla cessione del settore Trasporti, soprattutto Ansaldo Sts. Per lo stesso motivo sono diminuiti anche i debiti: 3.278 milioni, contro i 3.962 di un anno prima. Il cash flow si è portato a 307 milioni, con un miglioramento del 372% rispetto all'anno prima. Per il 2016 il gruppo prevede una redditività in ulteriore crescita, con miglioramenti che anticipano di un anno quelli previsti nel piano quinquennale approvato a gennaio 2015; e a dicembre anche l'indebitamento dovrebbe scendere sotto i 3 miliardi.