Alitalia, braccio di ferro per ridurre gli esuberi. Arabi con conti record

Parte dei dipendenti verrebbero "salvati" da Poste, fornitori, Atitech e dalla stessa Etihad

Ieri è cominciata la maratona sindacale che dovrebbe portare venerdì alla chiusura di un accordo sugli esuberi in Alitalia. Ieri le riunioni si sono svolte a singhiozzo: nel primo pomeriggio è cominciato l'incontro con i confederali, che poi è stato sospeso per replicare con le associazioni professionali, infine, in serata, i ministri Maurizio Lupi (Trasporti) e Giuliano Poletti (Lavoro), insieme all'ad della compagnia Gabriele Del Torchio che è stato raggiunto dal presidente Roberto Colaninno, hanno ripreso il dialogo con Cgil, Cisl, Uil, e Ugl; uno spezzettamento piuttosto assurdo provocato dal rifiuto della Cgil a sedere allo stesso tavolo di Anpac, Anpav, Anvia. Queste ultime, tra l'altro, hanno revocato (com'era prevedibile) lo sciopero proclamato per il 20, che è stato per ora confermato dai sindacati di base.

Lo scopo della trattativa è quello di trovare una soluzione per i 2.251 esuberi annunciati. Le ricette sono ancora in via di definizione. Il ministro Lupi ha evocato «qualunque strumento» per ridurre l'impatto sull'occupazione; Fabrizio Solari (Cgil) ha detto «no a cadaveri senza tutele»; i piloti hanno proposto il blocco dei contratti per tre anni; Del Torchio ha parlato dell'ipotesi di ricollocamento di parte del personale in Aeroporti di Roma, ma quest'ultima lo ha subito smentito. Anche Del Torchio ha auspicato la chiusura della trattativa entro venerdì, ma ha detto esplicitamente che se anche sarà «domenica o lunedì» andrà bene lo stesso. Ricordiamo che martedì 15 luglio James Hogan, il numero uno di Etihad, sarà a Roma e agli italiani piacerebbe essere pronti per quella data. La firma con i sindacati è preliminare a quella con le banche, che sono «a buon punto». L'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ieri ha ribadito l'intenzione di uscire dall'azionariato di Alitalia nel 2017, con il ritorno all'utile.

I numeri emersi ieri sera dicono che gli esuberi saranno ridotti a 1.244; questo lo schema provvisorio: 52 stranieri in sedi estere non sono calcolabili tra i tagli, 28 piloti se ne sono già andati, 86 piloti e assistenti vanno in pensione, 85 dipendenti di terra andranno alle Poste, 56 guardiani saranno riassunti dal nuovo appaltatore, 200 persone dell'handling Az resteranno allo scalo, 200 persone della manutenzione saranno assunte da Atitech, 100 dipendenti saranno riassunti da fornitori, 100 piloti e 100 tra tecnici e ingegneri entreranno in Etihad. In tutto fa 1.007 persone, numero che riduce l'esigenza di tagli a 1.244.
Da segnalare alcuni dati diffusi ieri: il futuro alleato di Alitalia, Etihad, nel primo semestre ha aumentato il fatturato del 28% a 3,2 miliardi di dollari, con 6,7 milioni di passeggeri (più 22%).
L'attuale alleato Air France-Klm ha invece rivisto al ribasso i suoi obiettivi finanziari per il 2014. La compagnia guidata da Alexandre de Juniac ha annunciato che l'Ebitda per il 2014 scenderà da 2,5 miliardi a 2,2-2,3 miliardi.

Commenti

chicolatino

Mer, 09/07/2014 - 17:25

tutto sto casino 1200 persone, quando 20 mila imprese hanno chiuso nel solo 2013 (50 mila posti in meno, approssimato per difetto)...I capaci si ricollocano (vedi piloti che se ne sono andati o quei 100 gia' selezinati da Etihad), per i paraculati e' finite la pacchia e devono andare a lavorare sul serio...