Alitalia-Etihad, summit per sciogliere gli ultimi nodi

Uno degli ultimi scogli da superare nella trattativa tra Alitalia ed Etihad è costituito dai contenziosi in essere, un'autentica mina vagante. Il valore massimo (e teorico) sarebbe ingente: 600 milioni, e questo numero da solo è in grado di legittimare la prudenza da parte del possibile compratore. È pari a due volte l'ultimo aumento di capitale; e due volte il probabile esborso di Etihad per acquistare il 35-40% della compagnia romana. Se, nel loro complesso, i colloqui italo-arabi stanno procedendo speditamente e costruttivamente, questo ostacolo è considerato molto fastidioso anche per la componente di alea che contiene, nonostante la compagnia abbia fatto accantonamenti ritenuti sufficienti. Per approfondire anche questo delicato tema, per trovare una soluzione che dia certezze a Etihad, è stata convocata per questa mattina, a Milano, nello studio dei legali di Alitalia, una riunione alla quale parteciperanno oltre agli avvocati delle due parti, l'ad di Alitalia Gabriele del Torchio, il cfo di Etihad e i rappresentanti dei principali soci di Alitalia; Unicredit e Intesa Sanpaolo saranno presenti nel ruolo di azionisti e non come creditori.
La due diligence - sulla quale oggi sarà fatto il punto - procede a ritmi spediti, con molti capitoli già completati. Il fatto è che a contenziosi così rilevanti, seppure dai valori - ripetiamo - teorici, va trovata una soluzione che non esponga il socio entrante a sorprese sgradite. Tra le principali vertenze, una riguarda Air One, verso la quale l'Agenzia delle entrate aveva sollevato eccezioni relative all'esterovestizione di alcune società, basate in Irlanda (la richiesta iniziale era stata di 200 milioni). Sebbene si tratti di fatti precedenti al 2008, Alitalia è coinvolta quale acquirente di Air One. La vicenda nel dicembre scorso è stata chiusa con una transanzione del valore di 38 milioni; quello che resta ancora da definire è la ripartizione di tale cifra tra Alitalia e il vecchio proprietario di Air One, Carlo Toto.
L'altro contenzioso che ha avuto visibilità è stato sollevato da WindJet, la compagnia siciliana di Antonino Pulvirenti, rimasta a terra nell'estate del 2012.