Alitalia, passo indietro di Montezemolo

Ma resterà in cda, Gubitosi va verso la presidenza. La partita delle deleghe con Ball

Paolo Stefanato

Luca Cordero di Montezemolo lascerà la presidenza dell'Alitalia. La mossa era nota da tempo, ma solo ieri è stata resa ufficiale. Lo farà dopo l'approvazione del piano industriale che dovrebbe avvenire oggi per lasciare l'incarico a Luigi Gubitosi. Con l'uscita di Montezemolo - che però resta nel cda - si spegne definitivamente quella ventata di entusiasmo che aveva accompagnato l'ingresso di Etihad in Alitalia, del quale egli era stato uno strenuo fautore. Quella stagione era stata piena di promesse e il suo incarico era partito in maniera scoppiettante. Ora finisce in silenzio, sotto la protezione del basso profilo. In poco più di due anni è cambiato tutto: falliti gli obbiettivi, travolto il «modello-Hogan» per le alleanze, dimissionario lo stesso numero uno di Etihad.

Ieri sera si stava ancora discutendo della governance di Alitalia, e in particolare della suddivisione di competenze tra il presidente in pectore Luigi Gubitosi e l'ad Cramer Ball, che sta cercando con l'appoggio dell'azionista Etihad di non vedere troppo ridimensionato il proprio ruolo. Ma per il consiglio di amministrazione convocato per oggi alle 15 l'accordo dovrebbe esserci, e l'ex direttore generale della Rai dovrebbe essere cooptato. La sua investitura al vertice necessita di un passaggio assembleare, mentre l'attribuzione delle deleghe avverrà in un successivo cda.

Gubitosi ha posto una condizione: prima del suo ingresso deve essere approvato il piano industriale, da lungo tempo in gestazione. Si tratta di un'accortezza non da poco: egli vuol entrare in una società dove i soci abbiano già trovato un accordo unanime sulla via da seguire. Il piano sarà firmato da Ball e Gubitosi ne prenderà atto. Una presa di distanza? Verrebbe da pensarlo. Ma lo si capirà solo nel tempo, dalla concreta realizzazione del documento strategico. Il piano, sorprese a parte, sarà approvato oggi. Semplificando al massimo: low cost sul medio raggio, espansione sul lungo, tagli al personale. Oggi dovrebbe essere rivelato anche il numero degli esuberi, faccenda spinosa per la quale i sindacati stanno affilando le armi, e che tanto a cuore sta anche al governo. Se i tagli si fermassero sotto quota 2mila sarebbe già un successo. I critici temono che il piano tuttavia nasca vecchio: in tutto il mondo le grandi compagnie si stanno esercitando sul low cost intercontinentale, e Alitalia è alle prese ancora con il low cost europeo, battaglia già persa da anni.

La questione delle deleghe a Gubitosi non è di poco conto. Il suo coinvolgimento ha comportato, necessariamente, un ridimensionamento di Ball, che nell'arco di un anno grandi successi non ha ottenuto. Ma mentre all'inizio della trattativa gli arabi sembravano più accondiscendenti, poi hanno cercato di strappare per il proprio uomo dei poteri in più. Gubitosi è disponibile a lasciare a Ball le competenze commerciali, ma vuol essere titolare di tutto il resto: altrimenti come fa a cercare di ribaltare la situazione? Con lui c'è tutto il fronte italiano, a cominciare dalle banche.