Alitalia, soldi in cassa per poche settimane

Alitalia comunica oggi i dati di traffico degli ultimi due mesi: l'estate per il trasporto aereo è alta stagione e, stando alle indiscrezioni, l'attività della compagnia sta andando bene. Ma l'autunno si profila rovente. Sul tavolo ci sono molte incognite, a cominciare dalla ricerca di altro denaro e dall'individuazione di un socio forte.
Intanto si gratta il barile: il cda ha approvato, di recente, la cessione di una centrale elettrica di proprietà, a Fiumicino, che dà l'idea di come ci si stia liberando di tutto ciò che non è essenziale. E, parallelamente, si punta a valorizzare il valorizzabile: dopo aver scorporato le MilleMiglia, ovvero il programma di fidelizzazione, ieri è stato nominato l'ad della nuova società Alitalia loyalty, che è Lucio Attinà, proveniente da Ducati come l'ad della capogruppo, Gabriele Del Torchio. Suo compito sarà sviluppare un ramo d'azienda con forte vocazione di marketing. Lo scorporo, a suo tempo, è stato valutato 150 milioni e avrà impatto sullo stato patrimoniale 2013; un puro esercizio contabile fino a quando non saranno trovati soci esterni alla compagnia, che acquisteranno delle quote.
Denaro fresco. Alla presentazione del piano industriale, Del Torchio si era detto fiducioso sulla raccolta, entro fine anno, di 355 milioni: i 55 mancanti al prestito-soci di 150 milioni, 300 dal sistema bancario. Ora, sebbene l'attività di trasporto stia andando bene, pare che quel «a fine anno» debba essere anticipato per necessità di cassa. E il finanziamento, da parte dei soci finora mancanti, ogni giorno che passa appare più labile. Le stesse banche - già molto esposte verso la compagnia, che ha debiti complessivi per circa un miliardo - per aprire nuove linee di credito vogliono certezze. L'ipotesi di un aumento di capitale è piuttosto astratta, se si pensa che il prestito convertibile (entro il 2013) e convertendo (dal 2014) è già di fatto un aumento di capitale. A meno che l'operazione non sia dedicata a un nuovo socio che risolva così ogni problema. Ma che finora non è stato individuato.
Alleati. Un tormentone che dura da anni senza soluzione. Chi verrà in soccorso di Alitalia? Mercoledì il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, ha richiamato il socio Air France (25%) perché dica che cosa vuol fare. In realtà, la situazione di Air France non è cambiata: è il primo partner di capitale e operativo di Alitalia, situazione di forza che non la spingono ad accelerare per crescere di peso.
Tralasciando l'idea di una ri-pubblicizzazione della compagnia, magari attraverso la Cdp , il rischio (per gli azionisti italiani) è che Alitalia, alla fine, venga «regalata» ai francesi.