Alitalia sta finendo la cassa. Piloti e hostess in sciopero

La compagnia non ha le risorse per finire l'anno, ma il 15 ottobre si prevede un altro rinvio per il salvataggio

Questa volta lo sciopero dei piloti e degli assistenti di volo Alitalia arriva al momento giusto, a ridosso del termine per la presentazione delle offerte vincolanti per l'acquisto della compagnia, fissato a martedì 15. L'agitazione di 24 ore, rinviata quattro volte in cinque mesi, si farà domani, e sono già stati cancellati 220 voli su una media giornaliera di 520. Le motivazioni della protesta si sono via via affinate: ora Anpac, Anpav e Anp sono allarmate per il piano industriale di Fs-Delta «da cambiare radicalmente, altrimenti tra due anni siamo da capo», dice Marco Veneziani, presidente dell'Anp. «Occorrono più capitali, una cordata coesa, sviluppo sul lungo raggio. Nel 2008, quando Alitalia stava per entrare nell'orbita di Air France e Klm, la flotta complessiva (con Air One) era di 210 aerei, oggi sono 114 e col nuovo piano si riducono a 100». Quasi a lanciare un segnale, i sindacati appaiono più morbidi sugli oltre 2mila esuberi, convinti che saranno ricollocati tra Ferrovie e Aeroporti di Roma (gruppo Atlantia).

Parole velenose per i commissari che «in 29 mesi non sono stati ancora capaci di fare quello che erano stati chiamati a fare: vendere la compagnia. Hanno bruciato i 900 milioni del prestito ponte, mentre l'azienda continua a perdere le cifre di sempre, 11,5 milioni al giorno».

I soldi sono un problema spinoso e attuale. Con la cassa Alitalia non arriva a fine anno, e il fabbisogno ulteriore per garantire l'operatività è stimato in 350 milioni. Del tutto impopolare finanziare ancora questo pozzo senza fondo con denaro del ministero dell'Economia, perché i contribuenti non capirebbero. Unica possibilità, staccare l'assegno all'arrivo dei nuovi soci, così da giustificare l'ultimo sforzo in presenza di una soluzione.

Vedremo. Ci sono, oltretutto, tempi tecnici non brevissimi per far decollare la newco, tra il rilascio della nuova licenza di volo, la girata dei contratti, l'intestazione dei bilaterali. Tutti, comunque, danno per scontato il rinvio (di competenza del Mef) della data del 15, perché sulla compagine dei futuri soci e sul piano industriale ci sono ancora attriti.

Atlantia nei giorni scorsi ha richiamato l'esigenza di chiarezza e di un vero piano di rilancio, al quale soltanto si conferma disponibile. Venerdì un incontro a Mediobanca ha permesso di sintetizzare i temi ancora da definire e le loro debolezze, e tale sintesi viene inviata in queste ore al ministro Stefano Patuanelli. Il miliardo indicato come capitalizzazione iniziale della newco è considerato insufficiente a un piano di rilancio, per il quale vengono ipotizzati 3-4 miliardi, anche diluiti in più esercizi. Il piano messo a punto dalle Fs prevede forti perdite nei primi due anni e non indica una data per il pareggio. La posizione svantaggiata riservata ad Alitalia nella joint-venture transatlantica crea il sospetto che Delta abbia intenzioni speculative e non di lungo periodo, mentre è sempre aperta la discussione sulle nuove rotte da programmare verso gli Stati Uniti.

Commenti
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moshe

Mar, 08/10/2019 - 09:50

fatela fallire o falliamo noi! é un pozzo senza fondo che succhia miliardi a chi lavora, va fatta fallire!

Gianni_61

Mar, 08/10/2019 - 11:19

Chiudere e riaprire il giorno dopo strutturata come qualsiasi altra compagnia low cost.

cgf

Mar, 08/10/2019 - 11:25

però se lasciassero a casa 2/3mila persone, non sarebbe un cattivo risparmio.

TitoPullo

Mer, 09/10/2019 - 12:29

E' IL MOMENTO BUONO PER PORTARE I LIBRI IN TRIBUNALE!!BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA CON QUESTA SANGUISUGA||