Allarme cimice asiatica nel nord. Danni ingenti nel comparto frutta

I primi casi di rilevazione della cimice risalgono al 2012 e da allora i danni sono aumentati a livello esponenziale. Situazione tragica nel nord

"Convocherò al più presto il tavolo interministeriale di crisi con le associazioni di categoria e le Regioni per affrontare definitivamente la questione della cimice asiatica". Ad annunciarlo, in una nota, è il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio ponendo la massima attenzione su un problema che sta arrecando danni economici ingenti al comparto agroalimentare e della frutta italiana, soprattutto nel nord e in regioni come l'Emilia Romagna e il Veneto.

Pochi giorni fa il presidente della Confragicoltura di Modena, Gianfranco Corradi, aveva invocato l'apertura di un tavolo tecnico per comprendere come affrontare e risolvere una fera e propria invasione che sta incidendo negativamente soprattutto nella produzione e raccolta delle pere. In una nota il rappresentante dell'associazione aveva dichiarato "al momento attuale non abbiamo armi per combattere la cimice asiatica che sta compromettendo il raccolto delle nostre pere: se non vogliamo che l’intero comparto vada a rotoli abbiamo bisogno che venga immediatamente autorizzato l’inserimento dell’unico antagonista alla cimice, ovvero la vespa samurai".

Anche dal presidente di Alleanza cooperative agroalimentari, Giorgio Mercuri, è arrivata la stessa richiesta di un tavolo tecnico anche perché "questa drammatica crisi, il cui impatto finanziario sulle imprese è notevolissimo - si legge nel comunicato del presidente Mercuri - si sta allargando adesso anche ad altri prodotti (orticole, soia e grano) e regioni come il Friuli Venezia Giulia e il Piemonte ed è prevedibile che i danni aumentino ulteriormente".

Anche la Lombardia si prepara alla crisi e a seguito di un incontro tra gli assessori all'Agricoltura di Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento, Emilia Romagna e Piemonte, Fabio Rolfi, assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia ha ribadito la preoccupazione affermando che "la cimice asiatica sta combinando disastri in tutta la Lombardia. Rischiamo davvero una emergenza al Nord simile a quella della xylella se non attiveremo per tempo una strategia integrata di intervento".

Non si è fatta attendere la presa di posizione da parte del ministro Centinaio che ha dichiarato: "intendiamo contrastare immediatamente - spiega - la proliferazione di questo insetto che sta mettendo in ginocchio l'agricoltura e danneggiando i nostri frutteti e predisporre stanziamenti specifici per venire incontro alle aziende agricole in crisi. Non lasceremo soli gli agricoltori e faremo il possibile per aiutare le centinaia di aziende agroalimentari danneggiate da questo flagello".

Centinaio ricorda che "in questi mesi al ministero abbiamo portato avanti un attento lavoro di monitoraggio per analizzare la diffusione della cimice, il Crea ha avviato sperimentazioni con prove in campo e in laboratorio per poter introdurre gli antagonisti naturali che possano debellare l'insetto. Ora è arrivato il momento di metterci intorno a un tavolo e ascoltare le richieste che ci arrivano dal mondo agricolo. Il nostro impegno è massimo".

Arrivata in Italia nel 2012 grazie all’importazione di alberi da frutta, la cimice asiatica ha iniziato a provocare ingenti danni alla produzione della frutta italiana a causa della capacità di riprodursi con un ritmo elevatissimo (una femmina depone fino a 400 uova ) e di essere resistente sia agli antagonisti naturali che agli antiparassitari più diffusi.