Anche Genish nella pace Tim-Vivendi

L'ex ad lascia il cda con una buonuscita da 4,2 milioni. Al suo posto l'uomo di Canal+

Telecom sborsa ancora. Dopo i 25 milioni incassati da Flavio Cattaneo, anche Amos Genish lascia Tim con un bottino non piccolo. L'ex ad, nominato nel settembre 2017 proprio al posto di Cattaneo, e «licenziato» a novembre 2018 ma rimasto in cda in quota Vivendi, ieri ha lasciato anche il consiglio mettendosi in tasca 4,2 milioni, da corrispondere entro 30 giorni. Insomma molto di più dei 2,8 milioni originariamente offerti da Tim.

In pratica l'uscita di scena di Genish suggella la «pace», anche se armata, raggiunta dai due soci di maggioranza di Tim: Vivendi che ha quasi al 24% e Elliott che ha circa il 10% come Cdp. Non c'è dubbio che l'entrata nel capitale di Cassa Depositi e Prestiti al fianco di Elliott abbia impresso un'accelerazione non solo alla pace tra i soci ma anche al piano di realizzazione della rete unica tra Tim e Open Fiber. E anche la nomina di un manager navigato come Luigi Gubitosi ha aiutato a ritrovare serenità tra gli azionisti le cui scelte, non c'è dubbio, influenzeranno (e non poco) il futuro dello sviluppo della banda ultralarga in Italia. Ieri il cda di Tim ha comiciato ad esaminare il dossier sulla rete e l'accordo di confidenzialità siglato tra Tim e Open Fiber. Questa possibile intesa dovrebbe essere esaminata quando saranno disponibili maggiori dettagli nel cda dei conti semestrali previsto per il primo agosto prossimo. Ieri comunque sono stati esaminati vari aspetti strategici della gestione Gubitosi tra cui i risultati della riunione dei comitati interni e anche l'accordo di network sharing, ossia di condivisione della rete mobile, tra Vodafone e Inwit. Ma anche gli aspetti di business sono stati esaminati tra cui l'evoluzione prevista per la controllata brasiliana Tim Brasil, il lancio e le prospettive della tecnologia 5G e la nuova strategia sui contenuti che è un cavallo di battaglia di Vivendi che in Francia controlla la pay tv Canal+.

Ed evidentemente non è un caso che al posto di Genish in cda Vivendi abbia nominato proprio il direttore generale di Canal+, Frank Cadoret. Ma, grazie al rinnovato dialogo tra i soci la cooptazione del nuovo consigliere è stata votata all'unanimità. «Auspichiamo - si legge sul comunicato della società - il proseguimento e rafforzamento del dialogo tra gli azionisti che porti ad una governance condivisa e finalmente stabile, anche in vista delle prossime importanti scadenze, a partire dal prossimo cda del 1 agosto». Il board ha inoltre approvato il progetto di fusione per incorporazione della società Noverca, interamente posseduta da Tim.

Il cda ha infine sottoposto a riesame l'area della dirigenza strategica includendovi i responsabili delle posizioni Regulatory Affairs Office e Security, ossia Giovanni Moglia e Stefano Grassi. Tra le novità c'è «Progetto Donna» per valutare lo stato della parità di genere all'interno della Società.

Tutto bene dunque? Chi conosce i dossier sostiene che l'accordo tra Tim e Open Fiber non è facile da raggiungere. Oltretutto i competitor non stanno a guardare. Fatweb, evidentemente non soddisfatta della possibile intesa sulla rete ha stretto a sua volta un accordo per realizzare la rete 5G con Wind Tre. Intesa che, secondo gli analisti crea nuova pressione competitiva su Tim. Il risultato è un titolo sempre debole in Borsa che continua a vivacchiare sotto quota 50 centesimi di valore. Ieri in Borsa +0,93%.