Assocalzaturifici: "No al taglio di Ita, l'agenzia indispensabile per l'export"

Spending review di Cottarelli, le imprese calzaturiere difendono il ruolo dell'Italian trade agency. Sagripanti: "Due anni fa l'infelice decisione di abolirla. Poi è tornata operativa su richiesta delle aziende e il suo sostegno all'internazionalizzazione delle Pmi si è rivelato decisivo: va potenziata. Il governo pensi piuttosto a tagliare Irap e cuneo fiscale"

No al taglio di Ita, l’Italian trade agency”, anche Assocalzaturifici prende posizione a fianco del presidente di Confindustra Giorgio Squinzi e del viceministro allo Sviluppo economico Giorgio Calenda contro l’ipotesi di un possibile taglio che sarebbe previsto nel piano di spending review del commissario Carlo Cottarelli.

Un no secco e motivato a difesa dell'agenzia che supporta il made in Italy nel mondo, il nostro export e il sistema fieristico, come spiega Cleto Sagripanti, presidente di Assocalzaturifici: “Certamente riconosciamo l’esigenza di intervenire sulla spesa pubblica con un taglio agli sprechi e ai rami secchi dello Stato, ma siamo assolutamente contrari ad un intervento sull’Agenzia. Assocalzaturifici è stata sempre in prima linea nella difesa di Ita, per la quale abbiamo già combattuto chiedendo la sua riattivazione dopo l’infelice decisione di abolirla due anni fa”.

“Il ritorno dell’Agenzia all’operatività dopo la sua sospensione - aggiunge il presidente degli imprenditori calzaturieri -, ha ulteriormente confermato il ruolo indispensabile dell’Agenzia per supportare le piccole e medie imprese italiane sui mercati internazionali, al di là di un doveroso monitoraggio delle modalità operative e di una razionalizzazione delle risorse. Ci auspichiamo che il Governo non intenda fare un’altra volta lo stesso errore: anzi, chiediamo che l’Agenzia venga potenziata soprattutto in termini di risorse economiche destinate alla promozione delle imprese sui mercati”.

“In questo quadro così delicato - conclude Cleto Sagripanti – è importante piuttosto intervenire in maniera decisiva e tempestiva sul taglio all’Irap e al cuneo fiscale, per permettere alle imprese, già schiacciate dalla crisi dei consumi interni e dalle difficoltà di accesso al credito, di recuperare competitività”.