Atene fuori dall’euro?Per l’Italia danni minimi Già paghiamo per loro

<span class="subtitle">Da mesi subiamo le conseguenze della crisi ellenica tra tasse, benzina e mutui alle stelle. L’impatto sulla bilancia commerciale sarebbe ridotto</span><span class="subtitle"> </span>

La bomba dell’uscita dall’eu­ro è finalmente stata messa al centro del tavolo. Tic­chetta minacciosa ma adesso la stanno guardando tutti. Meglio tar­di che mai: metterla sotto il tappe­to sperando che si disinnescasse da sola non è servito e adesso si co­mincia­a fare i conti di quante vitti­me potrà fare. Le stime che circola­no sono però quasi tutte viziate da un errore di base: si riferiscono in­fatti a danni potenziali rispetto ad una situazione intatta e ideale. Pur­troppo ( o per fortuna) non è così. I danni di un’esplosione sono diver­si se l’ordigno scoppia prima o do­po un terremoto. Nel secondo ca­so la distruzione è largamente infe­riore perché la maggior parte del disastro è già avvenuta, anzi, in cer­ti casi far esplodere un edificio peri­colante potrebbe persino essere utile in quanto ne viene facilitata poi la ricostruzione. Cerchiamo quindi di dare uno sguardo senza pregiudizi a questo ultimo atto del­la crisi greca per poter iniziare un dibattito che troppo a lungo è stato rimandato. 

1) Se la Grecia esce dall’euro noi ne subiremmo conseguenze In realtà le conseguenze le stiamo già subendo. Lo spread, le tasse, la di­so­ccupazione e la recessione han­no tutti una matrice comune e stan­no già da tempo incenerendo ric­chezza. I mercati finanziari e gli in­vestitori non stanno fermi ad aspet­tare che la bomba scoppi: da mesihanno cominciato a vendere in massa i titoli dei paesi deboli origi­nando quindi il famoso spread. Ciò ha già ridotto il valore dei ri­sparmi e sta appesantendo il bilan­cio statale, costretto a pagare tassi passivi più alti. Di sponda le conse­guenze sono già arrivate al­la vita re­ale nella forma della stretta al credi­to e dei mutui a tassi molto elevati.
Quando e se la Grecia uscirà dal­l’euro sarà cosa già anticipata dai mercati, così come già presente nei prezzi attuali dei titoli italiani c’è la percentuale di rischio che an­che noi, prima o poi, ne seguiremo le tracce. L’effettivo ritorno alla dracma significherà semplice­mente un rischio maggiore di usci­ta di altri paesi percepito dai mer­cati, non di certo una sorpresa. Mi­nimale sarà invece l’impatto sulla bilancia commerciale italiana ma anch’esso non positivo, in quanto la Grecia è pur sempre una contro­parte commerciale. 

2) Quali sono le differenze fra Italia e Grecia La posizione del­l’economia italiana di fronte ad un rischio di uscita dalla moneta uni­ca (con conseguente svalutazio­ne) è molto migliore rispetto a quella ellenica. Atene importa tre volte più beni rispetto a quelli che esporta, con alimentari ed energia a guidare la lista delle importazio­ni. In caso di ritorno alla dracma i greci dovrebbero subire sia la fine degli aiuti finanziari della Ue che un aumento pesantissimo dei co­sti delle importazioni, non facil­mente sostituibili con prodotti do­mestici. Si capisce quindi il perché la Grecia è stata costretta a soppor­tare i diktat europei, visto il suo mi­nimo potere contrattuale. Molto differente è la situazione italiana: oltre ad avere un avanzo primario le nostre esportazioni verso l’este­ro compensano quasi esattamen­te le importazioni, principalmen­te costituite da energia e altri pro­dotti che, però, sarebbero in molti casi facilmente sostituibili con pro­duzioni interne. Una svalutazione rilancerebbe fortemente i consu­mi interni e l’export così come av­venuto dopo il ’92 quando uscim­mo dallo Sme e come è accaduto dopo le pur drammatiche svaluta­zioni di Argentina e, recentemen­te, Islanda. Il maggior costo del pe­trolio, invece, essendo in gran par­te fiscalizzato, potrebbe essere am­mortizzato con una corrisponden­te riduzione delle accise. Non di­mentichiamo che i problemi sono generalizzati, non solo nostri, e una svalutazione italiana (se gesti­ta prima che le cose peggiorino ul­teriormente) difficilmente sareb­be prevedibile oltre il 20%.

3) Quali sarebbero le grandezze
 
Gran parte dei circa 9.500 miliardi della ricchezza nazionale lorda è costituita da beni che il cui valore non dipende da cambi di moneta: come gli immobili, le partecipazio­ni o i titoli esteri. Vengono invece impattati i titoli di debito domesti­ci, soprattutto detenuti da soggetti esteri che otterrebbero un rimbor­so in una valuta di valore inferiore con conseguente default sulle ob­bligazioni. Anche in questo caso per la maggior parte la bomba è già scoppiata: il valore largamente in­feriore dei nostri Btp rispetto ai Bund tedeschi incorpora già ab­bondantemente questo rischio. Difficile aspettarsi molto di peggio rispetto a quanto già accaduto ed in ogni caso le conseguenze sareb­bero più per gli investitori esteri che per quelli domestici. Rimane l’incognita dei depositi che, se l’uscita dall’euro fosse gestita in modo ordinato, potrebbero an­che essere mantenuti in euro, al pa­ri di un normale conto in valuta, di­sattivando il rischio di fughe disor­dinate di capitali (peraltro già da tempo in atto per causa del fisco). Ci sono alternative? Certamen­te, ma adesso con l’eurobomba sul tavolo si dovrà forzatamente fare i conti con essa, confrontando i pro e i contro di ogni scelta. Le nostre carte sono meno disastrose di quel­lo che pensiamo e potremmo gio­carci bene la partita. Basta volerlo.
 

 

Commenti
Ritratto di unLuca

unLuca

Mar, 15/05/2012 - 08:55

Il debito è un problema per il debitore fintantochè quest'ultimo è intenzionato a pagare; quando il debitore non vuol più pagare, il debito diventa un problema dei creditori .........

Ritratto di gattofilippo

gattofilippo

Mar, 15/05/2012 - 08:57

Finalmente un attento esame della situazione reale, in barba a coloro che pensano che l'uscita dall'euro sarebbe una catastrofe. Tanto peggio di così non potremmo andare, ci stanno consumando piano piano come con le candele.

icilio

Mar, 15/05/2012 - 09:05

premessa la mia ignoranza quasi totale in merito , mi chiedo se non sarebbe possibile,in caso di uscita dall'euro, un qualche agganciamento della nuova moneta (lira? scudo? dollaro italiano? etc.) al dollaro americano? E' evidente il vantaggio dato che quasi tutte le transazioni internazionali hanno come riferimento il dollaro. Chissà se il sig.Borghi potrebbe dare una risposta? grazie!

Lucasartor

Mar, 15/05/2012 - 09:37

Ecco caro borghi,basta volerlo!ma monti si preoccupa solo di farci pagare gli interessi e salvare le banche....che politica e' questa!?una finanziaria a senzo unico,altro che fase due!anzi,avrebbe dovuto ora pensare alla crescita,aveva detto che non ci sarebbe stata un'altra manovra,ed invece siamo qui a parlare di patrimoniale! Ma quando finira'questo scempio!

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Mar, 15/05/2012 - 09:40

Forza Grecia !!!!! Insegna a questa pletora di popoli europei imbolsiti e infrolliti che ci si deve liberare dalla schiavitù delle banche

SCHOLAR

Mar, 15/05/2012 - 10:04

Mi sembra che l'esimio dr Borghi dimentichi che il sistema bancario uscirebbe con le ossa a pezzi dalla svalutazione e il default dei titoli di stato. Le banche non sarebbero più in grado di erogare i depositi ai correntisti, e i depositi dovrebbero essere bloccati per evitare il fallimento. Si ripeterebbe la situazione dell'Argentina in cui furono azzerati i risparmi di tutto un ceto medio in quanto per mesi non poterono ritirare i loro risparmi. E si parla di liquidi non di titoli di stato che ovviamente sono stati persi all'80% dopo anni cause. Dopo un simile disastro in cui si azzererebbero i consumi per anni tornerebbe la situazione economica per far riprendere le esportazioni. Chi ci perde: il piccolo risparmiatore , il pensionato, il dipendente pubblico, il proprietario di case che verrebbe azzerati i redditi per la legislazione vincolistica. Chi ci guadagna: chi potrà lavorare in ditte che esporteranno e potranno pagare in Euro o invaluta equivalente.

enio rossi

Mar, 15/05/2012 - 10:16

Siamo stufi di regole esterne, di essere comandati dai tedeschi e dalle banche. Non credo che alla fine gli italiani, che sono poveri anche oggi, ci rimetteranno molto. Almeno saremo liberi di decidere cosa fare ed avremo un nuovo entusiasmo per ripartire. I tedeschi li abbiamo cacciati già anni fa e con grave spargimento di sangue, possiamo farlo ancora (ridiventiamo partigiani!). Saranno le banche a rimetterci, ma chi se ne frega, anzi è meglio così. Mi sembra però che solo Grillo però parli di uscire dall'euro, tutti gli altri dietro ai poteri forti. PDL incluso!

Franco-a-Trier

Mar, 15/05/2012 - 10:25

Hankel: sono gli stati nazionali che debbono sopravvivere e non le unioni monetarie

Ritratto di veronika

veronika

Mar, 15/05/2012 - 10:27

in Italia non si può parlare male dell'europa e dell'euro, anzi non se ne può proprio parlare. E se qualcuno propone il ritorno alla lira gli si prospettano le sorti più tragiche... Spero che la Grecia faccia il primo passo e se la cosa non sarà così tragica come gli auspici profetizzano, sarà seguita da spagna, irlanda, portogallo. L'italietta merkelizzata non ne avrà mai il coraggio. Ma cosa volete che succeda, peggio di così? Tutti i prezzi sono stragonfiati, a partire dagli immobili, che tornerebbero ad un valore comunque superiore al doping Euro. La cosa certa è che invece ripartiranno le esportazioni, e così la produttività, a scapito delle rendite finanziarie, cosa di cui i nostri euroBanchieriTecnocari temono maggiormente.

Fiero

Mar, 15/05/2012 - 10:24

Chi sostiene l'uscita dall'Euro della Grecia o è in malafede o è un totale incompetente. Non esiste nessun analista finanziario che sostiene questo, al contrario, il fallimento della Grecia sarebbe una Lehman Brothers all'ennesima potenza, una Argentina per tutta la zona Europa ed in primis per l'italia. Oggi l'Argentina, DOPO 10 ANNI, comincia a riprendersi, ma nonostante questo ha ancora il 30% della popolazione sotto la soglia di povertà. Ce ne rendiamo conto quando sosteniamo certe idiozie o no?

AnnoUno

Mar, 15/05/2012 - 10:35

Diciamo basta alla schiavitù UE e poi abbandoniamo la trappola Euro! Ora bisognerebbe solo trovare una forza politica che sia ispirata da questi "ideali"..oppure, meglio, costituirne una ex-novo, con divieto assoluto di imbarcare chiunque abbia avuto precedenti esperienze politiche. Solo ed esclusivamente sudditi.

sauzer

Mar, 15/05/2012 - 10:37

Magari uscissimo dall'euro! Piu' esportazioni e per energia basta fare una campagna massiccia su fotovoltaioco eolico turbine e pannelli solari per acqua calda si diminuirebbe drasticamente l'acquisto di combustibili fossili, Un'esempio vedi la grandiosa regione autonoma TRENTINO ALTO ADIGE. Un bell'esempio di come andrebbe bene il paese se ci fosse la mentalità Trentina, non araffona all' italiana. w l'autonomia,

devil1979

Mar, 15/05/2012 - 10:50

sì, usciamo dall'euro e compriamoci tutti un bel dizionario di cinese...

AnnoUno

Mar, 15/05/2012 - 11:03

#10Fiero: ha letto che in Italia sotto la soglia di povertà ormai è il 50% della popolazione? Direi che il 30% dell'Argentina sia da invidiare.. Da noi per ora se la cavano gli statali, ma più si assottiglia lo strato di autonomi, artigiani e commercianti (c.d. evasori) e quello degli imprenditori (mantenuti di Stato) più si avvicina il momento che anche per loro non ci sarà più trippa. Sarà come in Grecia: a parità di ore lavorative, metà stipendio. Poi licenziamenti. Del parere degli "analisti finanziari" se permette me ne sbatto; sono loro ad aver creato l'economia virtuale. Sa quella che, di soli derivati, vale 17 volte l'economia mondiale reale? Ecco, quella. Dello spread non mi importerebbe nulla se avessi uno Stato con i cojones pronto a fissare un suo prezzo di collocamento dei BTP, chi ci sta ci sta (e andrebbero a ruba comunque). Dei crolli di Borsa, pure. Un'azienda va in Borsa per farsi prestare denaro. Le azioni e le quotazioni sono carta, l'azienda è reale..

Andrea 68

Mar, 15/05/2012 - 11:20

Borghi Lei scherza col fuoco.. ma come fa a dire "per l'Italia danni minimi" ? io sarei molto cauto se fossi in Lei.. la sua analisi mi sembra superficiale e parziale.. premesso che a questo punto ci farebbe malissimo sia restare nell'euro (aumento tasse e tagli alla spesa pubblica ovvero stipendi pubblici e pensioni - Grecia docet) sia uscirne... come si fa a non considerare in un'analisi di uscita dall'euro sia l'inflazione galoppante che ne deriverebbe (i tassi dei mutui sono alle stelle secondo Lei???) che l'ammontare del debito pubblico (ma non si diceva agli italiani di comprarlo sino a poco tempo fa?). I mutui resterebbero in euro o convertiti nella nuova valuta? (che dolori!). Le vendite di immobili conseguenti farebbero crollare i prezzi degli immobili e quindi la ricchezza.. certo nel lungo periodo se ne avrebbe un beneficio in quanto esportatori del made in Italy.. ma quanta gente rimarebbe schiacciata? La verità è che siamo di fronte ad una catastrofe finanziaria. Chi paga?

mgarts

Mar, 15/05/2012 - 11:40

Abbiamo sempre fatto concorrenza alla Germania, automobili, macchine utensili, tessile, alimentari,..i problemi causati dalla malavita, dalla burocrazia inefficiente e sprecona, dalle tasse (troppe) pagate e da quelle (troppe) evase, e tanti altri, sono stati affrontati con qualche svalutazione competitiva, e ne siamo sempre usciti decentemente, senza macelleria sociale. La Germania è conscia che l'Italia tornata libera e fuori dall'euro tornerebbe ad essere un concorrente globale! Per questo ci vuole tenere dentro il recinto euro, per imporci la via tedesca alla serietà e toglierci di mezzo come concorrenti globali. Quando mai noi saremo ligi e seri come i tedeschi? Ci stanno imponendo una gara con noi che abbiamo supinamente accettato le loro regole! La speranza è di uscire da questa trappola e dall'euro. A chi dice che sarebbe una scelta tragica faccio notare che peggio di così....stiamo andando in malora e continuiamo a ubbidire a caporali che ci fanno marciare per distrarci!

mzee

Mar, 15/05/2012 - 11:55

Di grazia quali sarebbero le energie che voi chiamate :"sarebbero in molti casi facilmente sostituibili con produzioni interne.? Quali sono stati gli incentivi statali in questi anni per far emergere le fonti facilmente sostituibili? Perchè durante il governo Belrusconi non si è ...disattivando il rischio di fughe disordinate di capitali..? Quando si ha la bocca larga, com'è facile far uscire il fiato!!!

quintinosella

Mar, 15/05/2012 - 11:59

Io non capisco perchè il Governo italiano d'intesa con Grecia , Spagna, Portogallo e Irlanda non avvi delle trattatove per poter uscire dal 2013 dall'euro , concordando con la UE ( cioè con la Merkel ) una banda di oscillazione massima del cambio della Nuova Lira per evitare che poi i paesi del Nord Europa ci mettano dei dazi ( che però non hanno mai messo per i Cinesi quindi non mi preoccupereri..). Le aziende italiane con una Nuova Lira a 3300/3500 Lire per 1Euro , potrebbero finalmente tornare ad esportare , ad assumere , meno cassa integrazione , piu stipendi significa maggiori consumi e piu entrate per lo Stato. Questa folle cocciutaggine di voler restare dentro l'euro a tutti costi porterà l'Italia al default entro massimo 18 mesi , le nostre banchette politicizzate e mezze fallite perchè gestite da burocrati incapaci con la tessera , saranno pappate per 2 lire dalle altre banche mondiali . Mi sorprendo che un partito come il PD venga ancora votato mah..

Ritratto di bernardoone

bernardoone

Mar, 15/05/2012 - 12:09

La situazione della Grecia dimostra quanto la tanto vantata "democrazia" non sia affatto la panacea di tutti i mali, nè che i regimi totalitari fossero soltanto negatività da aborrire. Sono necessari dei correttivi drastici in ogni sistema elettorale, nonché spostare il concetto di democrazia verso una impostazione più pragmatica e irregimentata. Ad esempio, mettendo uno sbarramento al 10% per avere dei rappresentanti in Parlamento, ma, soprattutto - come affermava con saggezza Alcide De Gasperi (e proprio per questo costretto a dare le dimissioni da primo ministro per sempre) - assegnare un cospicuo premio di maggioranza al partito che abbia avuto il maggior numero di voti, al fine di portarlo al 51%. Se così fosse in Grecia non avrebbero il problema di capire chi possa governare. Sic !

Random64

Mar, 15/05/2012 - 12:16

#16 mgarts (109) - quoto, che differenze tra Italia e Grecia?? ma allora siamo autolesionisti!! non si pone neanche la questione!! la grecia ha il pil del Lazio!! e una produzione.. che ricopre uno spettro scarsissimo..cioè pochi tipici prodotti...continuiamo, così.

Fiero

Mar, 15/05/2012 - 12:32

Ahahahahah...il 50% sotto la soglia di povertà??? Ma di che parla???? Siamo un paese dove l'80% delle famiglie possiedono una casa, siamo il paese col maggior numero di auto e telefonini per abitante. E lei mi vuole dire che stiamo peggio dell'Argentina??? Già questo commento mi fa capire in che mani finiremmo se si ascoltassero persone di tanta incompetenza.

ciro4113

Mar, 15/05/2012 - 12:35

la uscita dall'euro non risolverebbe niente perché il brambilla che lavora,produce,paga le tasse alla fonte, quando va al supermercato paga ancora le tasse,se prende il pulman paga se va a fare un esame clinico paga,paga tasse al distributore si benzina,e in farmacia paga e paga tasse anche al bar a bere una birra o un caffé,brambilla paga sempre lavora tutti i giorni e in cambio delle tasse non riceve niente solamente paga e lavora,perché c'é una organizzazione fraudolente chiamata STATO che mangia tutto i soldi che riceve brambilla per il suo sudore tramite le tasse,tasse che servono per pagare una massa di delinquenti chiamati politici e milioni di scalda poltrone accomodati con clientelismo partitico,per questo le tasse non bastano allora lo stato pensa anche per i figli di brambilla indebitantosi per i prossimi cento anni,e qualcuno crede che uscire dall'euro cambia qualcosa per brambilla?

Arruffato

Mar, 15/05/2012 - 12:49

L'analisi esposta dal dr. Borghi nell'articolo mi sembra molto interessante e condivisibile. Dispiace constatare che l'Italia abbia fallito l'opportunità costituita dall'unione monetaria per uscire in maniera indolore (oppure meno dolorosa) dalla crisi del debito che c'era già negli anni 90. Al momento qualsiasi direzione si prenda se non accompagnata da un taglio reale della spesa pubblica rischia di non portare da nessuna parte. Tuttavia questa è in mano alla classe politica e all'apparato dello stato che di veder ridurre le spesa pubblica non ne vuole sentir parlare. Quinsi restare nell'euro oppure uscirne in sè non costituiscono alcuna soluzione se non si va alla radice del problema, ovvero la spesa pubblica improduttiva, ovvero il sottogoverno, il clientelismo, l'assitenzialismo, la corruzione.

Conte HOG

Mar, 15/05/2012 - 13:01

#14 AnnoUno, mi piace la sua idee dei BPT a prezzo fissato, "chi ci sta ci sta". E' quasi geniale. Degno di nota anche il suo sproloquio (certo di misura infima rispetto a quello di Borghi, che dovrebbe spiegarci dov collocheremmo il debito dopo il default, ch significa divntare paria intrnazionali) la critica alla finanza, dice l aziende sono reali, l quotazioni no. Ma caro AnnoUno, ma i soldi con cui l quotazioni si comprano, sono veri o no?

AnnoUno

Mar, 15/05/2012 - 12:59

#19: anche il nanerottolo francese rideva.. e tra un anno tocca alla kulona! Intanto si chieda quanto potrà valere la sua casa tra 6-12 mesi.. In ultimo, non si preoccupi delle mie competenze quale economista ma di quelle di coloro che prendono e prenderanno le decisioni che causeranno anche la sua miseria. Per ora non è che brillino..tra lacrimucce, tentennamenti, annunci e ritrattazioni. E per quello che si è visto qui si tratta sempre e solo di tasse. Mai una riduzione di sprechi, l'eliminazione di TUTTI i privilegi, l'allontanamento coatto di stranieri che sono qui solo per farsi mantenere grazie allo scudo del pelosissimo buonismo, l'azzeramento di missioni militari che non ci portano alcun beneficio, la soppressione di finanziamenti a carrozzoni come Onu, UE e simili da cui prendiamo solo schiaffi, baccettate e lezioncine. Mai. i suoi "economisti" si limitano a tassare e dirci che (loro) ce la faranno. Contento lei. Io sono vecchio e per me i problemi sono relativi..

Arruffato

Mar, 15/05/2012 - 13:02

Guardiamo la questione dal punto di vista greco. Se la Grecia fosse uscita dall'Euro all'inizio della crisi, due anni fa, è indubbio che ora si troverebbe in una situazione migliore rispetto ad oggi. Anche se "pilotato" la Grecia è già andata ad un primo default. Adesso si sta avviando ad un secondo ancor peggiore del primo. Con la differenza che due anni fa il suo sistema economico era ancorché debole, ancora vivo ed oggi è stremato in condizioni comatose. L'Italia dovrebbe decidere che strada prendere prima di trovarsi in una situazione "greca".

Conte HOG

Mar, 15/05/2012 - 13:06

#9 Veronika, dice, "cosa volete che succeda, peggio di cosi'?". Veronika, Lei e' di stomaco debole, e pur possiamo perdonarLa che' e' donna. Le cose al momento non vanno per nulla male, si mangia e si beve alla grande, parliamo pur sempre di una Nazione ricca, con risparmio privato altissimo. Vedra' quando le pensioni e gli stipendi non arriveranno per un paio di mesi...Se si preoccupa adesso, pr 400 euro di IMU, cosa fara' allora? O dopo il default, quando perdremo di colpo, in una notte, dal 25 al 50% del valore dei nostri risparmi?

fraktal

Mar, 15/05/2012 - 13:40

Mi sembra che il quadro prospettato in caso di uscita dell'Italia dall'euro sia un po' ottimistico. 1) I buoni del tesoro verrebbero convertiti nella nuova valuta destinata ad una svalutazione del 20%: la vedo dura, visto che sono stati emessi in una valuta che continuerà ad esistere. 2) I depositi invece potrebbero essere mantenuti in euro? Forse, ma in questo caso immagino che mutui, prestiti e fidi farebbero la stessa fine. 3) Aumenterebbe il costo del petrolio, ma anche quello del gas; e per quest'ultimo l'incidenza fiscale è molto più bassa. Può essere che l'uscita dall'euro non sia un'eventualità così tragica, ma penso che l'analisi dei pro e dei contro vada ampliata.

migrante

Mar, 15/05/2012 - 13:54

#24 Conte HOG....Conte...Conteee !!!...possibile che voi nobili, quando dovete ammazzare il tempo, troviate sempre passatempi stravaganti piu` consoni all'umile volgo che non al vostro status sociale ?...oggi si e`messo in testa di fare il finto tonto ?...suvvia, non vorra`che qualcuno si metta qui a disquisire sulla "realta`" del denaro emesso in contropartita di "pezzi di carta", trapanando gli zibidei degli altri lettori !!!

jakelamotta

Mar, 15/05/2012 - 14:18

Dall'articolo sembra quasi che tutti i problemi dell'Italia derivano da un paese marginale della sfera Euro con poche decine di milioni di abitanti. No. I problemi dell'Italia derivano anche dalla scellerata amministrazione degli ultimi 30 anni, da Craxi in poi. Se fossimo stati ben governati saremmo forse più come la Francia e meno come la Grecia. Tuttavia esiste una soluzione, che ci permetterebbe di risollevarci senza abbandonare l'Euro: la svalutazione dell'Euro, Germania permettendo.

Ritratto di limick

limick

Mar, 15/05/2012 - 14:24

Finalmente cominciamo a pensarci seramente, e' gia' qualcosa!!! Solo la testa forata di Prodi prima, di Napolitano e Monti poi potevano portarci ad essere schiavi a casa nostra. Menomale che adesso che il fallimento e' percepibile anche sulla pelle di chi l'ha voluto... si comincia a parlare di se e ma... meglio tardi che morti.. cioe'.. monti.

mario.de.franco

Mar, 15/05/2012 - 14:29

Appunto quello che sostengo da sempre. Usciamo anche noi dall'euro prima che il complotto mondialista ci distrugga definitivamente. Vedrete dopo come Merkel & soci ci rincorreranno implorandoci di rientrare!

jakelamotta

Mar, 15/05/2012 - 14:43

#29 migrante ciò che scrive conte HOG è corretto. Se domani l'ITalia tornasse alla Lira, il cambio con l'Euro verrebbe immediatamente svalutato. Da 1936 lire per 1 euro si passerà all'istante a (per esempio) 3000 lire per 1 euro. Ovvero, che nel breve e medio termine (=da qui ai prossimi 10 anni) i risparmiatori subiranno dei danni ingentissimi.

Conte HOG

Mar, 15/05/2012 - 14:56

#29 Migrante, da sempre a noialtri piace ingaglioffirci con il volgo. Non sono sicuro di avere peraltro capito a cosa precisamente si riferisca. Senza andare agli estremi di una discussione su cosa sia il denaro (a meno che non sia Lei a volerlo, per me e' un piacere) io mi riferivo ai commenti di AnnoUno, il quale propone di avere aste BTP a prezzo fissato, chi ci sta ci sta. Questo e' ridicolo, nppure in URSS si fissava il prezzo della merce in maniera arbitraria. AnnoUno si lamentava anche dell finanza di plastica, sono d' accordo in generale, ma non si puo' sconfinare nel ridicolo e dimenticarsi che dietro ogni azione c'e' un investimento, di soldi "veri". Ci si dimetica che il mercato non sono (solo, almeno, per fare felici tutti) grassocci giudei in cilindro e ghette, ci siamo noi, le nostre pensioni, i nostri risparmi tutti. Salut

AnnoUno

Mar, 15/05/2012 - 15:48

#34ConteHog: caro Conte, provo a spiegare meglio. Fissare in modo arbitrario un vantaggioso rendimento dei BTP non è come sparare a casaccio dei numeri. Lei saprà di certo che il rendimento dei Bund è inferiore all'inflazione e quindi acquistandoli ci perde di sicuro. Invece, acquistando BTP al 4% (esempio) otterrebbe un giusto guadagno facendo felici debitore (Italia) ed investitore (lei o fondi o altro). Tutto questo alla faccia dello spread che, quanto meno, viene pilotato in modo oscuro per assecondare gli interessi di qualcuno. Se poi per odio idologico si vuol credere che lo spread cresce a causa di Berlusconi o per il disaccordo dei partiti su un qualche tema o per dichiarazioni e riforme non gradite a mercati, allora siamo in alto mare..

clamor

Mar, 15/05/2012 - 16:06

Dott. Borghi, le sue prole sono rassicuranti e mi fa piacere, anche io condivido le sue valutazioni. Certo, non sono economista ma stando alla logica mi sembrano delle valide giustificazioni. Il problema per noi è uno, e grande come una casa, ahime. Lei dice:”…se l’uscita dall’euro fosse gestita in modo ordinato…” ecco, il problema è racchiuso tutto in questa cortissima frase !!! Chi lo dovrebbe gestire ? Monti, Tremonti, Prodi (visti i precedenti per entrare nelle euro), Topo Gigio Aamato ??? Con i tre partiti all’inciucio che guardano solo alle elezioni ??? E, dulcis in fundo, decisi da chi, il re del colle, dopo quello che ha già combinato a novembre ??? Ecco, se risolviamo questo dilemma, possiamo dirci tranquilli, saluti.

AnnoUno

Mar, 15/05/2012 - 16:03

#34: approfitto della sua competenza in materia, per chiarire anche la questione dell'economia virtuale. A parte la storia dei derivati che da soli valgono 17 volte quella reale e quindi per azzerare quelli il mondo intero dovrebbe fallire almeno quel numero di volte, provo a ripetere la questione Borsa. Lei è convinto che esista una relazione diretta e stretta tra la quotazione di un titolo industriale in Borsa e il vero valore di quell'azienda? Non è per caso che la quotazione dipende in larga parte dagli scambi e quindi è soggetta ad umori ma anche deliberati attacchi speculativi? Un'azienda sana e prospera non ci pensa nemmeno a quotarsi. Capisco che possa apparire estremista, ma per me la finanza è aria fritta e preferisco puntare su realtà economiche reali che hanno un valore "oggettivo" che non dipenda dalle alchimie di alcuni furbetti. Poi ognuno i suoi denari li metta dove vuole, anche nelle azioni della xyz sperando che i report propinati siano veritieri..

Ritratto di echowind

echowind

Mar, 15/05/2012 - 16:38

A quanto sembra non si bestemmia più quando si parla di una eventuale uscita dall’euro. Ai lorsignori eurocrati "pantegane di Brussel", gendarmi dell’alta finanza, di cui lo stesso Monti ne è parte integrante (Goldman Sachs), manca completamente la percezione della gravità di questa crisi. Non vogliono capire che la cura di tale oppressione fiscale e di tale austerità recessiva non ci permetterà mai di crescere ma di spingerci sempre più dentro un tunnel senza uscita, favoreggiando solo l’export della Germania della salcicciona Merkel (made in Germany). Perchè non considerare come alternativa un ritorno alla nostra sovranità monetaria: “alla nostra LIRETTA”

Conte HOG

Mar, 15/05/2012 - 16:38

#35 , 37, AnnoUno, mi permetta i accennare una risposta. Per quanto riguarda i BTP, io continuo a pensare la sua sia una facezia. Se cosi' non fosse, non si capirebbe perche' la gente si ostini a comprare Bund (il che permette loro di offrire rendimenti bassissimi), invec di stare al sicuro dei BTP al 4%. Il motivo e' evidente, nessuno vuole un misero 4% quando il rischio e' altissimo. Sissignore, il rischio di non rivedere i propri soldi. Pensi ad un investitore la cui conoscenza dell' Italia e' data dal Giornale: questo arriva qui, legge un giornalista professionista che parla di uscire dall' Euro, mezzo forum che e' d' accordo, e' chiaro che vende i suoi BTP al volo. La legge della domanda e dell' offerta non e' messa in discussione, in principio, da nessuna scuola economica. Sul secondo punto Le do certo ragione sull' artificialita' della finanza, e sulla distana dal mondo reale, in molti esempi. Ma non vedo barricate tra economia buona, reale, e finanza. Le aziende sono le prime a

Conte HOG

Mar, 15/05/2012 - 16:44

/continua, le aziende hanno accettato soldi, che si spera abbiano investito nell' azienda (tutto da vedere), da un mercato finanziario, le cui regole debbono per forza accettare. Che tutta la baracca abbia bisogno di una bella regolata io non lo discuto. Dico solo che al momento la divisione e' assai labile. Grandi aziende, una volta manifatturiere, per prime fanno girar piu' soldi sul mercato finanziario che in investimenti sulla fabbrica. L' economia reale non e' vittima della finanza, a mio modo di vedere, ma complice. Questo e' comunque un argomento piu' grande di me, sui BTP sono ragionevolmente piu' sicuro. Peraltro non ho mai detto che lo spread sia causato da Berlusconi, il quale ho sempre pensato essere un effetto, non una causa dei mali italiani. Solo un capro espiatorio che da sempre cuture tribali hanno sacrifiato per reinventarsi una purezza. Saluti

AnnoUno

Mar, 15/05/2012 - 17:27

#40: noto con piacere che articolando meglio i nostri pensieri alla fine scopriamo di non avere posizioni molto distanti. Ciò che apprezzo di più dei forum del Giornale è la possibilità di legegre pareri discordanti e non un pensiero unico allineato. Detto questo, sono certo che non se ne avrà a male se continuo a pensare che il rischio di investire in BTP sia tutto sommato relativo e ben remunerato con un 4% (o quello che un vero esperto possa indicare) piuttosto che premiare un Bund dove i conti pubblici so no stati "truccati" nascondendo parte del debito nella Cassa depositi e prestiti e nei Land.

Conte HOG

Mar, 15/05/2012 - 18:11

#41 AnnoUno, Lei ha ovviamente diritto a restare sulle sue posizioni, ed e' successo in passato che opinioni consolidate e diffuse (come quelle che conducono alla quotazione del Debito pubblico) siano state messe in discussione da un individuo lungimirante, s ci crde sul serio Lei puo' fare bei soldi, cosa che Le auguro (significherebbe che la Nazione e' ben piu' solida di quanto si crede), Saluti