Autogrill in salute, ma corregge i ricavi per adeguarsi al "mini" dollaro

Dal "biglietto verde" dipende il 52% del totale del fatturato

Il super euro affonda Autogrill (-2% a 6,5 euro) che ieri ha pubblicato una trimestrale in chiaro scuro penalizzata dalla forza della valuta comune. Il rally dell'euro si è tradotto in una contrazione dei dati di bilancio del colosso della ristorazione inevitabile, posto che il 52% circa dei suoi ricavi è generato in dollari. Si consideri in merito che, nel giro di un anno, il cambio euro dollaro nel consolidato del gruppo della famiglia Benetton è passato da 1,3281 a 1,3696. E le conseguenze sono chiaramente visibili nei numeri e nelle indicazioni sul 2014 che comunque scontano anche altre variabili (il meteo, la Pasqua ad aprile e soprattutto la cessione delle attività retail in Nord America ai cugini di Wdf).
Autogrill ha chiuso i primi tre mesi dell'anno con un giro d'affari di 813 milioni di euro in calo rispetto agli 841,9 milioni di un anno fa e leggermente meno delle stime di consenso (816 milioni), un ebitda di 15,1 milioni dai 21,6 milioni del 2013 (in linea con le attese degli analisti) e una perdita netta di 36,6 milioni (meglio rispetto al rosso di 40,9 milioni di un anno fa, ma sensibilmente peggio rispetto alle stime di consenso pari a 24 milioni). In lieve peggioramento, infine, il debito netto, cresciuto a 723,6 milioni dai 672,7 milioni di dicembre.
Quanto al 2014, la società ha previsto di chiudere l'anno con 3,86 miliardi di ricavi (dai 3,985 miliardi di un anno fa) e un margine operativo lordo di 314 milioni (dai 310 del 2013). Il cambio euro dollaro è stato previsto a 1,37 rispetto all'1,381 del 2013. «L'effetto del diverso cambio utilizzato è di circa 60 milioni di minori vendite», precisa il gruppo che, peraltro, ricorda come il dato del 2013 includesse anche le vendite dei primi nove mesi del ramo retail Us. Anche sul margine operativo lordo del gruppo l'indebolimento del dollaro ha un suo preciso costo. «L'effetto del diverso cambio utilizzato è di circa 7 milioni di minore Ebitda», sostiene la società, per poi precisare come «il dato del 2013 includesse un contributo di circa 9 milioni da componenti non ricorrenti».
Il gruppo prevede, infine, investimenti per circa 210 milioni (dai 165 del 2013). E, anche il questo caso, il super euro costa 3 milioni in termini di minori investimenti.