Avio porta lo Spazio in Borsa e vola

Debutto boom allo «Star» di Piazza Affari (+6,6%). E AstroSamantha fa la madrina

Avio debutta tra le stelle di Borsa con un rialzo del 6,6% grazie a cui tocca quota 13,4 euro e registra un primato tutto italiano. È la prima volta al mondo infatti che un'azienda attiva nella produzione e nel lancio di razzi approda sui mercati azionari, rendendo quindi lo spazio più concreto e anche più interessante dal punto di vista finanziario. «Da oggi lo spazio è più vicino», ha intitolato ieri il sito web dell'azienda di Colleferro (Latina) specializzata nella produzione di razzi per il lancio in orbita di satelliti «che consentono una vita più facile e sicura sulla Terra» e che vanta il 100% dei lanci di successo con Vega che porta in orbita satelliti di piccola e media taglia; quelli per cui si assiste a una vera esplosione sul mercato.

Le origini di Avio risalgono ai primi anni del 900 all'interno del gruppo Fiat (oggi Fca) e da allora l'azienda, nonostante i diversi cambi al vertice (nel 2003 l'attività è stata ceduta a un consorzio formato Finmeccanica-Leonardo e da The Carlyle Group, a cui poi è subentrato Cinven), ha continuato a rincorrere il sogno di un universo a portata di satellite. A tenere a battesimo Avio al suo esordio a Piazza Affari erano presenti una madrina e un padrino d'eccezione: l'astronauta Samantha Cristoforetti, prima donna italiana nello spazio che nel 2012 aveva assistito al primo lancio di Vega e Roberto Battiston, presidente dell'Agenzia Spaziale Italia. L'ingresso di Avio a Piazza Affari è avvenuto attraverso la fusione con Space2, spac (veicolo di investimento creati a fini specifici) quotata sul segmento Miv e promossa, tra l'altro da Sergio Erede, da Gianni Mion e da Urbano Cairo. Lo scorso ottobre infatti Space2, insieme a Leonardo, aveva rilevato il controllo di Avio da Cinven con l'obiettivo di rafforzare l'azienda e portarla a Piazza Affari. Con la quotazione, Leonardo è salita al 28% di Avio (dal 14% detenuto in precedenza), mentre il 4% circa è in capo ai manager e il resto è flottante. «La quotazione di Avio è un'operazione innovativa che fa leva su una partnership europea, proiettando l'azienda sul mercato globale», ha detto l'ad Giulio Ranzo.

La quotazione giunge al termine di un processo di investimenti e di rilancio, con il rinnovo della famiglia dei lanciatori europei, grazie a cui Avio ha oggi un fatturato di 292 milioni (+13,4% sul 2015), un margine operativo lordo di 26,9 milioni sostanzialmente in linea all'esercizio precedente e un utile operativo di 13,2 milioni (+25,7%). Il portafoglio ordini si attesta a 928 milioni, anche grazie al programma Vega per cui Avio è «capocommessa e sistemista di riferimento» e ai lanciatori Arianna dell'Esa realizzati per il posizionamento di satelliti «in orbita di trasferimento geostazionaria» e per cui Avio lavora come «sotto contraente».

Le prospettive per la «space economy» sono, secondo gli esperti, rosee. Il mercato internazionale dei lanciatori, secondo quanto detto da Ranzo in una recente intervista, vale 5 miliardi e si prevede in crescita 10% visto che, nei prossimi cinque anni, i satelliti dovrebbero aumentare a un ritmo del 20% l'anno. Equita evidenzia poi «i numerosi programmi di sviluppo per i nuovi prodotti finanziati dall'Esa, l'Agenzia spaziale europea, che garantiscono una crescita visibile e margini in espansione» e la strategicità del «motore P120C, in fase di sviluppo, che sarà utilizzato sia per Arianne 5 che per Vega, consentendo economie di scala».