Banche ai raggi X prima delle nozze

Oggi i conti di Bpm, domani quelli della promessa sposa Banco Popolare e di Unicredit. Il nodo sofferenze

Massimo RestelliI conti di Intesa Sanpaolo (2,7 miliardi di profitti e 2,4 di dividendi per il gruppo guidato da Carlo Messina) e del Monte Paschi, il cui ad Fabrizio Viola si è messo alla ricerca di una società specializzata a cui affidare 9,7 miliardi di sofferenze nette, sono stati soltanto l'assaggio. Per tutta questa settimana, le banche italiane metteranno infatti a nudo i propri bilanci: una vetrina fondamentale per pesarsi l'una con l'altra in vista del consolidamento. Due i parametri, oltre a solidità patrimoniale e redditività, considerati centrali: l'entità dei crediti malandati, in vista della cartolarizzazione di Stato con la «Gacs», e la tenuta dei depositi dopo che il salvataggio di Etruria, CariFerrara, CariChieti e Banca Marche ordito dal governo ha spoliato anche i piccoli obbligazioni subordinati.La carrellata contabile inizia questo pomeriggio con la Popolare Milano di Giuseppe Castagna, che cede poi la parola domani al suo promesso sposo: il Banco Popolare di Pier Francesco Saviotti. Le tratattive sono in fase avanzata ma resta ancora da sistemare qualche casella di governance e da limare i concambi.

Domani l'attenzione sarà tuttavia puntata su Unicredit, il cui vicrepresidente Luca Cordero di Montezemolo ha smentito le voci di un ribaltone al vertice, sottolineando come l'ad Federico Ghizzoni abbia la piena fiducia dei soci: il consensus degli analisti stima per il 2015 un utile netto di 1,4 miliardi (2,84 miliardi il risultato ante imposte), ma più di un osservatore pensa che il saldo finale sarà migliore. Lo stesso Ghizzoni al Forex si era detto «molto soddisfatto» dei conti definendoli «buoni»: «Il business è cresciuto, liquidità e formazione di capitale sono positive». A poco più di due mesi dalla presentazione del piano industriale, Unicredit ha inoltre chiuso la partita Ucraina e deciso altri 2.700 prepensionamenti.

Giovedì è attesa invece Ubi Banca con Victor Massiah, l'altro «polo aggregante» del riassetto voluto sia da Renzi sia dal governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. Ubi potrebbe alla fine accettare di caricarsi sulle spalle Mps: Viola e il presidente Massimo Tononi hanno intanto devoluto 750mila euro al fondo di solidarietà dei dipendenti. Sempre giovedì anche Mediobanca (l'ad Alberto Nagel presenta la semestrale dell'esercizio 2015-2016 che termina a giugno) e Piero Montani per Carige; completano la carrellata Bper, Credem, Creval e Popolare Sondrio.Il clima sia in Borsa (-7,5% l'indice Ftse Mib la scorsa settimana complice il crollo del greggio e la Cina) sia allo sportello resta teso: questa mattina alle 8.30 ad Arezzo inizia l'udienza per lo stato di insolvenza della vecchia Etruria (il commissario liquidatore calcola in 1,167 miliardi il buco). Sia le tecnicalità della «cartolarizzazione» studiata dal Tesoro sia le norme del decreto «salva risparmiatori» dovrebbero arrivare mercoledì sul tavolo del governo insieme al decreto per la riforma delle Bcc e alla manovra per velocizzare la riscossione dei crediti.