La battaglia contro il Fisco è già persa in partenza

I ricorsi contro l'Agenzia delle Entrate sono di fatto una perdita di tempo. Il Fisco vince due volte su tre con parere favorevole della Cassazione

I ricorsi contro l'Agenzia delle Entrate sono di fatto una perdita di tempo. Il Fisco vince due volte su tre con parere favorevole della Cassazione. Come riporta Italia Oggi Nel 2016 il fisco ha avuto un indice di vittoria complessivo del 67% nei confronti di cittadini e imprese, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli del 50%, Equitalia del 55% e gli enti territoriali del 71%. Risultati che lasciano intendere come le Entrate alla fine la spuntino contro i contribuenti. I contenziosi che sono arrivati al Palazzaccio sono stati 8.438. Ma guardando i dati quando a fare il ricorso è il contribuente, la percentuale di accoglimento è del 58% contro le Dogane, del 47% contro gli altri enti, del 46% contro Equitalia ma solo del 35% contro le Entrate. Dunque quando si arriva ad una causa col Fisco circa due verdetti su tre sono a favore dell'Agenzia delle Entrate. La percentuale è totalmente differente nel caso in cui è l'Agenzia delle Entrate a puntare il dito contro il contibuente: viene accolto il 46 per cento dei ricorsi. Insomma di fatto i contenziosi col Fisco vedono quasi sempre prevalere le Entrate. Per il contibuente spesso è una battaglia persa in partenza.

Commenti
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filatelico

Sab, 17/06/2017 - 11:17

I contribuenti DEVONO opporsi con tutti i mezzi a questo Stato LADRO che fa accertamenti INFONDATI !!! Nella mia lunga esperienza ho quasi sempre vinto!!! Contribuenti studiate per farveli da soli o affidatevi a professionisti se non volete imparare o se supera il massimale per la difesa personale per cui è obbligatorio farsi difendere.

Anonimo (non verificato)

titina

Sab, 17/06/2017 - 11:49

Dipende dalla ricchezza dei contribuenti.

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lurabo

Sab, 17/06/2017 - 12:04

ormai il cittadino italiano è considerato dai governanti come un bancomat

Martinico

Sab, 17/06/2017 - 12:08

Questo è normale in un paese incivile dove il giudice tributario spesso non ha le competenze per comprendere il merito del ricorso e, diciamoci la verità con un introito di 25 euro circa a fascicolo mi stupirebbe che si leggono le carte. Infatti non le leggono e il contribuente perde.

Anonimo (non verificato)

Anonimo (non verificato)

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Quasar

Sab, 17/06/2017 - 13:31

L' importante e' condurre la battaglia per impegnare il nemico. Il sacrificio della persona e' prioritario per rimarcare la sovranita' individuale rispetto al regime di una specie governata da tiranni corrotti di marchio sinistro e attuato dai servi schiavi delle agenzie statalofile.

peter46

Sab, 17/06/2017 - 15:47

luca romano...è 'incaricato' con sto articolo ad 'invogliare' i 'ricorrenti a non ricorrere'?Un giornalista si adopera a far perdere anche l'illusione di poterla spuntare sul fisco ingiusto?Neanche fosse un fautore dell'attuale metodo mafioso di riscossione e destinato a diventare ancor più mafioso dal 1° luglio prossimo a venire.E pensare che è stato Alfano,Alfano,sì, con Capezzone con governo Monti in carica,a non far mettere le mani sulle prime CASE,non ville,degl'Italiani.

cecco61

Sab, 17/06/2017 - 17:26

I dati contano relativamente. In molti votammo il centrodestra sperando in maggior libertà e giustizia. In cambio Berlusconi e Tremonti ribaltarono l'onere della prova in campo fiscale. Allo Stato basta presumere e spetta all'imputato dimostrare il contrario. Norma che, oltre ad essere illiberale e propria solo delle dittature più bieche ed efferate, nessuno da destra a sinistra si è preso la briga di mettere in discussione. Tutto il resto sono solo dissertazioni accademiche.

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Leonida55

Sab, 17/06/2017 - 21:41

Il banco vince sempre. Come una roulette.

accanove

Lun, 19/06/2017 - 11:49

..nel 2015 vi furono 115.000 istanze e 61.000 furono definite in negoziazione, la rimanenza è ancora pendente nei tribunali. Nel 2014 i contribuenti vinsero per quasi il 50%. Oggi dopo una revisione fiscale la GDF ti presenta l opzione che se accetti senza fare ricorso ti fanno il mega sconto, ovvio che quasi tutti vi aderiscono e da qui il crollo dei ricorsi. I dati vanno letti SEMPRE in maniera globale