La Bce: gli italiani più ricchi dei tedeschi

Gli italiani sono più ricchi dei tedeschi. Adesso, anche la Bce conferma quanto sosteneva, non più tardi di un paio di settimane fa, la Bundesbank in un rapporto accolto con non poca irritazione dai connazionali di Frau Merkel. «Ma come, questi stanno meglio di noi e chiedono aiuto?», era il coro unanime da Amburgo a Monaco di Baviera. Già, così pare. Almeno a giudicare dalla consistenza dei patrimoni delle nostre famiglie, pari a 275.200 euro rispetto ai 195.200 di quelle tedesche. Ben 80mila euro di differenza. Come si spiega? Facile: il 68,6% delle famiglie tricolori possiede una casa, mentre in Germania, dove prevale ancora l'affitto, i proprietari rappresentano appena il 44,2%. Non solo: in Italia i nuclei familiari sono mediamente più numerosi rispetto a quelli tedeschi. Lo spread, infatti, si riduce sensibilmente se si tiene conto della ricchezza pro capite, pari a 108.700 euro nel Belpaese e a 95.500 euro in Germania.
C'è poi da considerare un altro aspetto fondamentale: il reddito. Su questo terreno perdiamo nettamente la partita nel confronto con i tedeschi (43.531 euro), ma anche con l'eurozona (37.843 euro), visto che mettiamo assieme soltanto 34.344 euro l'anno e occupiamo la nona posizione. È inoltre probabile che il gap di reddito si sia ulteriormente dilatato, dal momento che la banca centrale guidata da Mario Draghi ha utilizzato dati relativi al 2011 per la Germania e fermi al 2010 per l'Italia. Il nostro Paese è del resto uscito con le ossa rotte dal 2012, come testimoniano i dati diffusi ieri dall'Istat, secondo i quali il reddito delle famiglie è calato del 2,1%, il potere d'acquisto è crollato del 4,8% (ai minimi dal 1995) e la spesa per i consumi è scesa dell'1,6%. Sintomi di una diffusa sofferenza dei budget domestici, di stipendi che non tengono più il passo dell'inflazione e men che meno quello imposto dalla crisi e dal regime di austerity. A soffrirne, proprio a causa della diminuzione del reddito disponibile, è così anche la propensione al risparmio (-8,2%), un fenomeno peraltro rilevato anche dallo studio dell'Eurotower.
E se una famiglia su sei è povera (il 16% contro il 13% dell'eurozona), a salvarci, per ora, è il fatto che solo poco più del 25% delle famiglie ha debiti, il valore più basso in Eurolandia (43,7% la media). Nelle scelte di investimento, prevale sempre la prudenza: il 15% degli italiani ha in portafoglio bond e titoli di Stato.