Bio-on crolla in Borsa, allerta Consob

Il titolo cede un altro 20%. E dopo Bologna apre un dossier la Procura di Milano

Consob stringe la presa sul caso Bio-on, la società bolognese delle bioplastiche protagonista di un braccio di ferro con il fondo Usa Quintessential che ne contesta la solidità del business. E la partita si è già spostata in Procura: non solo in quella di Bologna, che ha aperto un fascicolo quest'estate, ma pare anche in quella di Milano. La reazione in Borsa ieri è stata brutale: il titolo Bio-on quotato sul listino Aim ha iniziato la seduta con un -14% per poi chiudere con un tonfo del 20,4 per cento. In tre mesi il prezzo è precipitato dai 55 euro di fine luglio ai 6,8 di ieri, con una perdita per gli azionisti del 90 per cento. Nel 2018 l'azienda valeva un miliardo in Borsa, oggi capitalizza meno di 173 milioni.

«Il caso Bio-on è all'attenzione di Consob in tutti i suoi aspetti», spiegano dagli uffici della Commissione che secondo la normativa fa scattare gli accertamenti preliminari in automatico nel caso di forti oscillazioni di un titolo quotato ed è chiamata a vigilare sull'Aim (dedicato alle pmi) nel caso in cui ci possa essere un abuso di mercato. Da qui i controlli e le verifiche avviate da fine luglio.

Facciamo un passo indietro. L'azienda bolognese, nata nel 2007 e quotata nel 2014, si occupa di bioplastiche ed è guidata dai fondatori, l'ex pubblicitario Marco Astorri, presidente e ad, e dal suo vice Guido Cicognani che la controllano con la holding Capsa. Il 23 luglio di quest'anno parte l'attacco di Quintessential, fondo attivista con sede a New York e guidato da Gabriele Grego. Quintessential diffonde un report di 25 pagine dal titolo eloquente «Bio-On: Una Parmalat a Bologna?», in cui accusa l'azienda di essere «una grande bolla, basata su tecnologia improbabile, con fatturato e crediti essenzialmente simulati grazie a un network di scatole vuote». In aggiunta, scrive il fondo, «non ha ancora prodotto né venduto nulla», «la situazione finanziaria risulta precaria e la contabilità presenta serie irregolarità». Il 24 luglio Bio-on risponde rigettando le accuse e denuncia i fatti ai Carabinieri di Bologna. Il titolo però precipita in Borsa dove passa in due giorni da 55 a 15 euro. Il 26 luglio Astorri e Cicognani intervengono per frenare il tracollo acquistando 14mila azioni. E poi dopo depositano un esposto alla Procura di Bologna per Criminal Insider Trading e Market Abuse contro Quintessential.

Il 1 ottobre Bio-on presenta al mercato la semestrale chiusa con una perdita più che triplicata da 2,96 a 10,14 milioni. E preannuncia un nuovo piano industriale 2020-2024 che cancella il precedente. In Borsa si traduce con un altro scossone (-48% a 10 euro). Nel frattempo, Bio-on viene abbandonata da EnVent, la società che svolgeva le funzioni di Nomad, ovvero di advisor e garante dei conti del gruppo. Il sostituto va trovato entro il 28 ottobre per evitare che il titolo venga sospeso dagli scambi.

Ieri, l'ennesima batosta in Borsa. Bio-on in una nota ricorda di essere stata lei stessa a depositare ad agosto un esposto contro il fondo per market abuse e reati di manipolazione, portato a conoscenza di Consob. E aggiunge che sta collaborando con le autorità. Ma da Quintessential rilanciano: Consob è stata preventivamente avvertita delle analisi effettuate dal fondo in relazione alla situazione patrimoniale e finanziaria di Bio-on, della sua posizione short che aveva il fondo in quel preciso momento. In sostanza, quando ha divulgato il report, il fondo Usa ha dichiarato di avere una posizione ribassista sul titolo e di avere un interesse nella discesa del prezzo.

Commenti

cir

Mar, 08/10/2019 - 11:06

finalmente una bellissima notizia !!!