"Bonus mobili, un passo indietro sarebbe un colpo durissimo per consumatori e imprese"

Il presidente di FederlegnoArredo torna a chiedere la conferma della misura fiscale che permette la detrazione del 50% sugli acquisti. "Non è un regalo alle aziende ed è a costo zero per lo Stato. Senza ci sarebbe un segno negativo del 2% rispetto all'anno precedente, 300 milioni in meno di gettito Iva"

Bonus mobili da prorogare perché è un provvedimento che ha funzionato, un modo di incentivare le imprese agendo sulla leva dei consumi interni che si è dimostrato virtuoso. Ma al momento non è ancora chiaro se ci sarà la proroga, chiesta da più fronti, della misura fiscale che permette una detrazione del 50% sull’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici destinati all’immobile oggetto della ristrutturazione, fino a un massimo di spesa di 10.000 euro. Nella bozza della legge di bilancio il provvedimento non compare e così scadrebbe a fine anno. Così Emanuele Orsini, presidente di FederlegnoArredo, ribadisce con forza la richiesta di confermare questa importante misura inserendola nella manovra ancora in via di definizione, stabilizzandola in modo che il bonus mobili diventi strutturale e quindi definitivo.

È un’agevolazione che è stata decisamente apprezzata dai consumatori italiani, come dimostrano infatti i dati elaborati a partire delle dichiarazioni dei redditi della Consulta Nazionale dei Caf, dalla sua introduzione ne hanno beneficiato 860.000 italiani per una spesa di oltre 4,5 miliardi di euro. “Non si tratta di un regalo alle aziende – puntualizza Orsini – ma di uno strumento di politica industriale che ha dimostrato di essere un incentivo all’economia reale e ha giocato un ruolo fondamentale nel far ripartire il mercato interno”.

Se il nodo da sciogliere riguarda le risorse necessarie e quelle che il governo potrà mettere a disposizione, va sottolineato, come ha spiegato più volte il presidente di FederlegnoArredo, che il bonus mobili non grava sulle casse dello Stato. “Il provvedimento è a costo zero – prosegue Orsini- ed ha creato gettito fiscale. Inoltre finora ha salvato oltre 10.000 posti di lavoro, garantendo un risparmio sulla cassa integrazione di circa 40 milioni di euro”. Con effetti positivi su tutta la filiera italiana dell’arredo.

“Un passo indietro delle istituzioni sarebbe davvero molto grave, anche considerando mesi di dialogo costante in cui è sempre stata sottolineata, trasversalmente, la bontà del provvedimento - sottolinea ancora Orsini -. Non dimentichiamo che il nostro Paese è composto da imprese medio-piccole, l’80% delle quali vive di mercato interno. Rinunciare a questo strumento equivarrebbe a infliggere un colpo durissimo al tessuto imprenditoriale italiano. Senza il bonus mobili ci sarebbe un segno negativo del 2% rispetto all’anno precedente. Stiamo parlando di 300 milioni in meno di gettito Iva, che corrisponde a un calo dei consumi del 13%, senza parlare dei posti di lavoro a rischio”.

FederlegnoArredo - ricordiamo - rappresenta circa 2800 aziende del settore con una grande filiera del legno-arredo che occupa oltre 321.000 addetti e comprende 79.000 aziende, rappresentando il secondo settore italiano per numero di imprese e nel 2013 si è fatta promotrice del bonus mobili.

Commenti

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Ven, 20/10/2017 - 09:36

Il governo del romano scgentiloni ha bisogno di soldi ma di tanti soldi (dei contribuenti del nord Italia) per ripianare tutti i debiti della sua città, roma. Servono tante ma tante tasse per coprire tutte le recenti ruberie e debiti romani dell'Alitalia che ha sede a roma,dell'atac che ha sede a roma, della sanità laziale che ha sede a roma,del comune di roma che ha sede a roma,dei ministeri che hanno sede a roma,del canone tv della rai che ha sede a roma.La specialità della indebitata roma è distruggere tutti i settori produttivi del paese per coprire tutti i suoi debiti: aviazione civile, automobili, mobili, turismo ecc.