Bonus ristrutturazioni esteso anche agli elettrodomestici

Il Senato approva un emendamento che introduce agevolazioni anche per frigo, lavastoviglie, lavatrici, caldaie e pompe di calore

Buone notizie per chi ristruttura. Il Senato ha approvato un emendamento che estende il bonus per le ristrutturazioni anche ai grandi elettrodomestici di classe A+ e non solo ai mobili. L’agevolazione, solo per chi effettua anche lavori, vale per 10.000 euro di spesa che si aggiungono ai 96.000 euro del tetto già previsto per gli incentivi. Il bonus sarà spalmato in dieci quote annuali. Passa l’emendamento che prevedeva l’estensione del bonus, ma con una riformulazione: il governo ha tolto la dicitura che rendeva esplicito l’intervento per gli elettrodomestici "a libera istallazione" ma lo sconto, ad una prima lettura, non è limitato ai soli elettrodomestici da incasso, bensì ai "grandi elettrodomestici". Dovrebbe essere esteso - al 65% - anche l'ecobonus per le caldaie e gli impianti a pompe di calore (macchina in grado di trasferire energia termica da una sorgente a temperatura più bassa ad una sorgente a temperatura più alta o viceversa, utilizzando differenti forme di energia) che inizialmente era escluso del decreto.

Molto soddisfatto  il sottosegretario allo Sviluppo, Simona Vicari: "Anche per le pompe di calore sarà esteso il bonus per le detrazioni fiscali fissato al 65 per cento. Con un emendamento presentato dal governo al decreto efficienza energetica ed utilizzando dei fondi presso il Ministero dello Sviluppo Economico è stato possibile trovare risorse che consentiranno di sostenere un comparto importante, contribuendo in questo modo a dare un sostegno deciso al made in Italy. Si tratta di un impegno notevole del governo in questa difficile congiuntura economica nell’investire per il rilancio e lo sviluppo. Questa misura contribuirà senza dubbio a finanziare tutta la filiera collegata alla produzione
ed installazione delle pompe di calore, producendo effetti positivi su tutto l’indotto".

 

 

Commenti
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gzorzi

Mer, 03/07/2013 - 13:37

Dateci lavoro ed uno stipendio dignitoso ed i consumi riprenderanno senza questi inutili bonus.

Ritratto di giorgio.peire

giorgio.peire

Mer, 03/07/2013 - 14:16

gzorzi Giusto ben detto, il fatto è che non lo fanno.

vince50

Mer, 03/07/2013 - 14:23

I tanto decantati bonus sono una presa per i "fondelli!!",dietro un a apparente convenienza si nasconde un casino.Diverse pratiche,banca commercialista ufficio entrate e l'obbligo del 730 per la bellezza di 10 anni anche per chi ha un solo reddito.Dopo tutto sto c***o di casino,c'è da pensare che sia un'altra forma di "spiata da chi di dovere!!!!".

Nadia Vouch

Mer, 03/07/2013 - 14:33

Istituire la pratica per la richiesta di rimborso costa. Inoltre, per chi non può scaricare dalla dichiarazione dei redditi, perché magari è un precario, o ha redditi minimi, non c'è nemmeno la possibilità di chiedere il rimborso. Perciò, questa cosa, conviene solo a chi i soldi li ha. I poveri restano poveri.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Mer, 03/07/2013 - 14:46

gzorzi, mi permetto di dissentire. Più lavoro e stipendi più alti, specie nel privato (che poi è la base dell'economia di un Paese), non si realizzano con decreti del governo, ma rilanciando l'economia. Ora, è fuori discussione che i bonus rilanciano i consumi, perlomeno nei settori interessati, e ad aumento dei consumi corrispondono aumenti della produzione, quindi si può determinare un aumento dell'occupazione, ecc. In generale quindi avremo un aumento del PIL, determinato anche da un aumento della massa di denaro circolante. Il Governo sta cercando di rilanciare l'economia, non ci vedo nulla di male in questo, perchè bisogna sempre criticare tutto?

Ritratto di stufo

stufo

Mer, 03/07/2013 - 14:50

A suo tempo il buon Fantozzi sbottava ...."è una ca**ta pazzesca"...trascinarsi dietro spiccioli dopo aver perso la salute con la burocrazia. MA DOVE VIVONO ??????

Nadia Vouch

Mer, 03/07/2013 - 15:07

Per #liberopensiero77. Credo che chi ha più bisogno di acquistare prodotti, siano le classi meno agiate. Mi spiego: quante persone che hanno mettiamo il frigorifero ultimo modello, sentono la necessità di acquistarne un altro solo per usufruire di bonus? Pochissimi. Questo non rilancia l'economia. Noi abbiamo alle spalle decenni di obsolescenza programmata? Molti apparecchi e strumenti andrebbero sostituiti? D'accordo. Ma, se uno i soldi non li ha, non li ha e basta. Non solo: da dove provengono questi elettrodomestici? Dall'estero. Perciò, tramite bonus, con i soldi pubblici degli italiani, andiamo a finanziare sul lungo periodo i produttori stranieri. Altro che ripresa dell'economia italiana!

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Mer, 03/07/2013 - 15:08

Faccio poi osservare agli ipercritici che si lamentano per la burocrazia e il costo della "pratica", che si tratta di uno scotto minimo da pagare per godere delle incentivazioni (non da poco, da 50 al 65%). L'Italia è il Paese dei furbi e dei truffatori, esibire la documentazione che comprova le spese da allegare alla dichiarazione dei redditi, mi sembra veramente il minimo. Cosa vorreste, che si facesse l'autocertificazione delle spese? A Napoli ci sarebbero spese folli in quasi tutte le famiglie ... I costi della "pratica" poi sono zero o minimi: io il 730 me lo faccio da solo, ma per un aiuto concreto (in pratica fanno tutto loro), basta andare al CAF, costo 30 euro ... Più fondata la critica che chi non ha soldi o non fa la dichiarazione, non gode degli incentivi. Però beh, chi non ha soldi ha problemi comunque, non può neanche spendere gran chè ...

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Mer, 03/07/2013 - 15:24

Nadia Vouch, mi sembri troppo assolutista nei ragionamenti. Per gli elettrodomestici ci sono anche tante marche italiane che vanno benissimo e spesso costano meno di quelle, che so, tedesche. Chi non può disporre di tanti soldi può quindi "comprare italiano", aiutando le proprie tasche e le aziende italiane. Poi, anche comprando elettrodomestici stranieri, tieni presente che i guadagni li fanno anche i negozianti, gli installatori e i trasportatori italiani, quindi una parte della spesa rimane comunque in Italia.

canova.emilio

Mer, 03/07/2013 - 15:30

Gli elettrodomestici ormai vengono quasi tutti prodotti all'estero nei Paesi dove la manodopera costa poco. Queste agevolazioni beneficiano sopratutto l'occupazione nei Paesi dove vengono prodotti, non noi Italiani che non abbiamo nemmeno più i quattrini per pagare la bolletta della luce.

Nadia Vouch

Mer, 03/07/2013 - 15:48

Per #liberopensiero77. Il consumatore dovrebbe abituarsi a controllare la provenienza di un prodotto. Ci sono elettrodomestici che crediamo fabbricati in Germania, mentre là vengono solo assemblati i pezzi provenienti, per esempio, dall'Europa dell'Est, dove la manodopera costa poco. Intendo dire che i prodotti, prima di arrivare materialmente al consumatore finale, hanno fatto dei giri tra paesi. Difficile trovare un made in italy. Spesso si tratta di roba qui assemblata, se non addirittura di prodotti pronti provenienti dall'estero, con su applicata l'etichetta "made in italy". Comunque sia, la ricchezza di un paese è data soprattutto dalla sua rete di produzione, dal settore primario e secondario. Il commercio ed i servizi non potranno mai da soli, come settore terziario, essere punto di ricchezza fermo per uno Stato. Non basta quindi spingere il pedale del consumismo interno per avere risultati sul medio periodo. Rischiamo di essere solo delle cicale al servizio di formiche, che stanno soprattutto all'estero.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Mer, 03/07/2013 - 16:12

canova.emilio e Nadia Vouch, dicendo che siamo in un mercato globale e che spesso la componentistica dei prodotti industriali proviene dai paesi del 3° mondo a basso costo della forza-lavoro, non mi sembra che si dicano cose nuove, mi sembra la scoperta dell'acqua calda. La globalizzazione è un dato di fatto, e mi sembra un processo irreversibile, mentre sarebbe irrealistico tentare di combatterlo introducendo che so, dazi o dogane (del resto vietati dalla UE). Gli incentivi all'acquisto secondo me sono un modo immediato per combattere la crisi (voi avete ricette migliori?), poi certo si possono fare interventi più strutturali, come abbassare le tasse, ridurre la spesa pubblica, rendere più semplificata ed efficiente la p.a., ridurre la corruzione, combattere l'evasione fiscale, ecc. Questi interventi richiedono molto più tempo, Berlusconi ne parla da 20 anni, ma non mi sembra che si siano ottenuti grandi risultati ...

Cinghiale

Mer, 03/07/2013 - 17:48

"Il Senato approva un emendamento che introduce agevolazioni anche per frigo, lavastoviglie, lavatrici, caldaie e pompe di calore". Per tutte queste cose ci vogliono i soldi in tasca, se non li ho che agevolazioni del piffero mi danno? Ma che vadano a cagare.