La Borsa premia il Banco e frena Bpm A novembre la struttura di comando

Per il recesso fino a 230 milioni. E i soci pensano al nocciolo duro

Massimo Restelli

Piazza Affari rifà i conti su Banco Popolare (+0,78% a 2,57 euro) e Popolare Milano (-3% a 41 centesimi), entrambe in altalena per tutta la seduta e oggetto di forti arbitraggi dopo il via libera alla fusione concesso sabato dalle assemblee dei soci. Ma se la partita dei concambi, costo del recesso escluso, è decisa, bisogna ancora costruire la struttura di organizzativa del nuovo Banco-Bpm che nascerà ufficialmente a gennaio.

L'organigramma, frutto dei cantieri in corso, è atteso a metà novembre: dettaglierà i responsabili di ciascuna funzione del terzo polo del credito italiano, tracciando gli equilibri di potere tra l'anima milanese e quella veronese. Sotto al terzetto di vertice composto da Giuseppe Castagna (ad) Carla Fratta Pasini (presidente) e Maurizio Faroni (direttore generale), ci sono comunque i condirettori Salvatore Poloni (Bpm) con supervisione sulle «operations» e Domenico de Angelis (Banco) con delega al «mercato». Compirà un passo indietro l'attuale ad del Banco Popolare, Pier Francesco Saviotti (che presiederà il comitato esecutivo) impegnato ieri a illustrare le nozze ai suoi addetti.

Nel libro soci procedono intanto contatti e abboccamenti nel tentativo di costruire un «nocciolo» duro, anche come parziale deterrente alle mire di un eventuale scalatore esterno.

Il nuovo gruppo, come imposto dalla riforma Renzi, sarà infatti una spa e a marzo 2017 dirà addio, su imposizione della Bce, anche al tetto del 5 percento. A Milano si guarda in particolare alla Fondazione CariAlessandria (1,1% di Bpm che dovrebbe diventare lo 0,6% dell'aggregato) e al finanziere Raffaele Mincione (4,8%); in Veneto agli imprenditori vicini al «papà» di Calzedonia Sandro Veronesi (che già aveva seguito l'ultimo aumento del Banco sborsando 16,5 milioni), alla Fondazione CariVerona (0,76% del Banco) e a CariLucca (2,8%). Entrambe comunque, come l'ente alessandrino, destinate a vedere dimezzato il proprio peso azionario, visto che il concambio assegna il 54% dell'aggregato ai soci ex Banco e il 46% a Bipiemme.

In sostanza, come già avviene nella Ubi Banca di Victor Massiah, i nuovi pilastri nel capitale della public company Banco-Bpm saranno i signori dei fondi. A partire da BlackRock, il colosso del risparmio Usa sfrutta la norma che consente agli esteri di schermare le quote ma è accreditato di circa il 5% di Bpm e di un ingente pacchetto del Banco. BlackRock si candiada quindi a essere il primo azionista, così come avrà un ingente pacchetto Norges Bank.

Quanto al recesso (all'assemblea Bpm ci sono stati 2.731 voti contrari alla fusione, 28% dei presenti), gli analisti stimano che nel caso arrivi al 5% l'esborso potrebbe arrivare a 238 milioni. Intanto tra la base sociale di Piazza Meda è in corso la caccia ai «cecchini» che, malgrado i sindacati nazionali fossero tutti pro-fusione, hanno ingrossato il fronte del «no» sostenuto dai soci-pensionati e dal colpo di coda della disciolta Associazione Amici: osservate speciali alcune correnti che si erano spese in prima linea per la presidenza Giarda.