Per le Borse 2016 sempre più nero

Altro scrollo degli indici. Milano la peggiore (-2,6%). La Cina svaluta e pesano le tensioni sulla Corea del Nord

Befana amara per Piazza Affari e le principali Borse mondiali contagiate da una forte ondata di sfiducia sul 2016. Dopo il lunedì nero, e il tentato recupero di martedì, ieri è stata una nuova giornata da dimenticare per i listini di mezzo mondo: Milano, maglia nera in Europa, ha lasciato sul terreno il 2,67%, Parigi l'1,26%, Londra l'1,16% e Francoforte lo 0,93%. A pesare, dopo la Cina, la crisi araba e quella petrolifera, ha contribuito ieri anche un nuovo spettro, quello delle tensioni geopolitiche con la Corea del Nord che ha annunciato il completamento del suo primo test con una bomba all'idrogeno, nettamente più potente di una bomba atomica ordinaria. Una serie di eventi a catena che hanno pesantemente influenzato le prime tre sedute del 2016. «A dominare è la paura spiega un analista e in questo contesto non ha certo aiutato la crescente sfiducia che inizia a serpeggiare sul 2016».

Economisti e blogger prevedono tempi duri? Molto peggio. Ieri tre importanti segnali di forte pessimismo sono arrivati niente meno che da Fed, Bce e da un'importante banca d'affari come la Bank of America. L'annuncio arrivato dalla Corea del Nord «ha fatto aumentare l'incertezza sui mercati» ha detto ieri il vicepresidente della Federal Reserve, Stanley Fischer, ammettendo di non sapere quale sarà l'effetto nel lungo termine. Insomma, il braccio destro del presidente Janet Yellen, brancola nel buio. Ma ritiene che il rallentamento dell'economia della Cina sia forse più significativo dei fatti coreani. Peccato che, proprio ieri, in un rapporto di Bank of America si metta nero su bianco che la Cina è arrivata a un punto di non ritorno e si stimi che la Borsa di Shanghai avrà un calo del 27 per cento nel 2016. Una previsione fosca per Pechino che anche ieri è intervenuta cercando di salvare i mercati e optando per una nuova svalutazione dello yuan (Shanghai +2,25%, Shenzen +2,61%, mentre Tokyo è rimasta negativa dello 0,99%).

A chiudere il cerchio sul sentiment negativo che si sta proiettando sul 2016 ci ha pensato infine la Bce che, per voce di Peter Praet, membro del Comitato esecutivo, ha detto «di non vedere un piano B per l'inflazione rispetto al programma attuale di stimolo messo in atto dalla Bce. Abbiamo fatto già molto, ma la politica monetaria non puo risolvere tutti i problemi». Benzina sul fuoco in un mercato che cerca qualche segnale di speranza. Niente da fare, ieri le Borse hanno dovuto incassare invece anche un nuovo tonfo del petrolio: il Wti è precipitato fin sotto la soglia di 35 dollari al barile, e il Brent ha infranto il supporto di quota 35 dollari, ai minimi dal 2004. Una situazione drammatica che ha trascinato al ribasso anche Wall Street penalizzata anche da dati deludenti sulle richieste settimanali di mutui.

Con la seduta di ieri, Milano archivia definitivamente le festività e con il ritorno alla completa operatività c'è molta attesa da parte degli analisti che oltre a ricordare i noti fattori di impatto sulla Borsa (Cina, Corea, petrolio, situazione araba) annoverano tra le variabili 2016 anche altri cinque fattori: il rialzo dei tassi Usa, la riunione dell'Opec a giugno, le elezioni statunitensi, in agenda a novembre, ma anche il futuro referendum sull'uscita della Gran Bretagna dall'Ue (cosiddetto Brexit); e le elezioni politiche in Russia, rilevanti per gli equilibri nell'Est Europa e in Medio Oriente.