Da Bruxelles ultima offerta alla Grecia

L'Ue pronta a versare quattro miliardi in cambio di misure. Tsipras: «Il debito va ristrutturato»

Ultima chiamata per la Grecia, senza più un soldo in cassa, sempre più a rischio default. È dalla Commissione europea che arriva, secondo il giornale ellenico Vima, la proposta finale per evitare il crac: un esborso-ponte di quattro miliardi di euro (di cui 1,8 versati in giugno), così da poter far fronte alle scadenze più imminenti, in cambio di misure per cinque miliardi che coprano i buchi di bilancio 2015-2016. Bruxelles nega, ma il premier greco, Alexis Tsipras, che punta ad un'intesa politica nel vertice di Riga del 21-22 maggio, sembra indirettamente confermare l'esistenza del piano: «Le trattative con i creditori sono alle battute finali - ha detto ieri - ma l'accordo deve prevedere la ristrutturazione del debito greco, obiettivi di avanzo primario di bilancio più bassi e nessun taglio a stipendi e pensioni». In effetti, a parte l'ammorbidimento del debito di cui non c'è traccia, la soluzione che sarebbe stata prospettata prevede minori pretese nella parte legata al surplus, che scenderebbe allo 0,75% del Pil quest'anno, al 2% nel 2016 e al 3,5% nel 2017 e nel 2018.

In cambio, Atene dovrebbe aumentare l'Iva dopo l'estate, incluso il 18% per gli acquisti cash, il 15% per le transazioni con carta e un tasso del 6,5% per certi prodotti; ritirare lo sconto del 30% sulla tassa di solidarietà sui redditi oltre 30mila euro; mantenere la nuova tassa sulla proprietà immobiliare; rivalutare la clausola zero deficit nelle pensioni complementari; rivedere l'accordo sulla contrattazione collettiva.