C'è un nuovo salva-banche (riservato al Sud Italia) all'interno del dl Crescita

Previsto un "bonus fusioni" da 500 milioni di euro per gli istitui del Mezzogiorno: le dta saranno trasformate in crediti di imposta

Nel decreto Crescita c'è un (nuovo) provvedimento salva-banche da mezzo miliardo di euro. L'obiettivo della norma è quello di favorire le fusioni delle imprese finanziarie e non finanziarie delle regioni del Sud, modificando la disciplina delle attività fiscali differite, le cosiddette Dta.

È quanto prevede un emendamento dei relatori al dl Crescita presentato nelle commissioni Bilancio e Finanze riunite in sala del Mappamondo. La norma fornendo gli incentivi alle aggregazioni tra imprese e istituti del Meridione consente di "superare gli ostacoli strutturali" del Meridione, così come si legge nella relazione illustrativa.

Si promuove dunque la fusione di quelle società che al primo gennaio di quest'anno hanno sede legale nelle regioni del Sud e entro 18 mesi deliberino "operazioni di fusioni, scissioni o conferimenti di azienda o rami di azienda" e per incentivare tali processi "è previsto che le attività per imposte anticipate dei soggetti partecipanti all'aggregazione relative a perdite fiscali" sono trasferite al soggetto derivante dall'aggregazione e trasformate in credito di imposta, non superiore a 500 milioni di euro, con la condizione dell'assunzione di impegno al pagamento di un canone determinato annualmente applicando l'aliquota dell'1,5% alla differenza tra le Dta e le imposte versate.

Il caso della Bp di Bari

La Banca Popolare di Bari avrà così gli strumenti per trasformarsi in Spa. Le stesse misure, finalizzate a sostenere le aggregazioni ed i processi di consolidamento, potranno essere utilizzate da tutte le imprese del Sud che dal primo gennaio 2019 hanno promosso operazioni i di fusioni e conferimenti di azienda o rami di azienda. I relatori al decreto legge Crescita hanno presentato un emendamento nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera che incentiva le aggregazioni attraverso la possibilità di trasformare le Dta in crediti d'imposta per un importo massimo di 500 milioni di euro per ogni banca che partecipa all'aggregazione, per le banche che hanno sede legale in Campania, Puglia, Basilicata, Molise, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Commenti
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gianniverde

Lun, 17/06/2019 - 18:31

Ma è una fusione di cervelli???Ok va bene

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giovinap

Gio, 20/06/2019 - 15:39

... al sud fate attenzione, quelli del nord si voglio "magnare" le vostre liquidità, in combutta con i comunisti, la banca d'italia e la consob, come hanno fatto con il banco di napoli, il banco di sicilia e il banco di roma!