Cgia di Mestre al nuovo governo: "Non trascuri il Nord"

Secondo l'associazione degli artigiani e delle piccole imprese per il Nord esiste "il rischio concreto che finisca ai margini dell’azione del nuovo Governo Conte"

Quasi la metà del Pil è generato dalle regioni del nord Italia ma c'è il rischio concreto che finiscano "ai margini del nuovo governo conto". È l'allarme della Cgia di Mestre, l'associazione degli artigiani e delle piccole imprese sulla nuova composizione politica italiana dopo la nascita del governo Pd-M5S.

Secondo l'Associazione "le sei regioni attualmente presiedute da Governatori di centrodestra (Liguria, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia), rischiano di non avere molta voce in capitolo sulle decisioni importanti che saranno prese dal nuovo esecutivo"; questo sarebbe un danno gravissimo per il sistema Italia considerando che, come afferma il coordinatore dell'ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo: "stando ai numeri quasi la metà del Pil, del gettito tributario, degli occupati nelle imprese private e degli investimenti complessivi del Paese è generata da queste sei regioni del profondo Nord. Oltre a ciò, ricordo che quasi il 60 per cento delle esportazioni italiane è realizzato in questi territori".

Per quanto riguarda il Pil del nostro Paese, analizzando le statistiche, il nord produce circa 721 miliardi di euro del nostro prodotto interno lordo, pari al 46,6% del totale. Sotto l'aspetto produttivo e occupazionale, invece, le imprese private nel settentrione sono 2 milioni (38,1% del totale Italia), in cui sono occupati 8 milioni di lavoratori (48% del totale nazionale). Per quanto riguarda l’export, invece, il valore complessivo ammonta a 336 miliardi di euro mentre gli investimenti registrati valgono142 miliardi.

Per Zabeo "Questi territori, ormai, si sentono più in sintonia ed integrati con la Baviera o Francoforte che con Roma", e quindi c'è "il rischio che le distanze tra l’area più produttiva del Paese e i palazzi romani aumentino è molto concreto".

Poi arriva la precisazione che sa tanto di invito al nuovo governo di non dimenticarsi del nord:"Il rischio che le distanze tra l’area più produttiva del Paese e i palazzi romani aumentino è molto concreto. Tuttavia, questo non significa che il Nord sia politicamente un monolite ad appannaggio della Lega e del centrodestra".