Di Maio: "Un contratto per i rider, ci sarà un tavolo con le aziende"

Il ministro incontra i rappresentanti dei rider e le aziende che consegnano cibo in Italia attraverso piattaforme digitali: "Presto un contratto dedicato"

Un tavolo a cui possano partecipare rider, aziende della cosiddetta gig economy e ministero per stilare un nuovo modello di contratto che garantisca diritti e tutele ai lavoratori in alternativa al cosiddetto "decreto dignità" che era stato annunciato la scorsa settimana.

È la proposta che Luigi Di Maio ha fatto alle cinque aziende specializzate nelle consegne di cibo attraverso piattaforme digitali (Deliveroo, JustEat, Foodora, Domino's Pizza e Glovo). "Magari creerà un nuovo modello di contrattazione", ha spiegato il ministro, "Chissà che non si arrivi al primo contratto della gig economy".

"L'obiettivo del governo è garantire tutela a chi lavora, soprattutto ai giovani che non devono essere alla mercè di un lavoro qualsiasi", ha aggiunto, "Siamo in un paese in cui molto spesso i ragazzi chiedono di lavorare anche senza una retribuzione per non finire nei Neet. Noi vogliamo garantire diritti minimi. Ci sono due strade o il governo fa una norma e dice che le persone devono avere un salario minimo, un'assicurazione e rimborsi, oppure l'altra strada è aprire un tavolo tra riders e piattaforme per costruire un nuovo modello di contratto. Ho proposto questo e mi è stato detto che sono disponibili al tavolo per garantire più tutele e permettere al loro modello business di andare avanti. Se non dovesse andar bene si interverrà con la norma. Spero di no, perché se si trova un punto di caduta si fa bene al Paese".

A chi gli domandava se sarebbero stati convocati i sindacati, Di Maio ha risposto che avrebbe invitato le rappresentanze sindacali ma ha voluto fare una precisazione: "Molte di queste persone non si sentono rappresentate, non sono iscritti al sindacato e non sanno che esiste un sindacato dei riders. Il tema è portare effettive rappresentanze al tavolo, un mix tra rappresentanze classiche e anche le nuove forme a cui ho aperto le porte del ministero".

"C'è stato molto dialogo e trasparenza", ha detto invece il ceo di Foodora Italia, Gianluca Cocco, che ieri aveva criticato il ministro, "Siamo partiti col piede giusto". Soddisfatto anche Daniele Contini, Country manager di JustEat: "C'è uno spirito di collaborazione. Siamo contenti di aver partecipato a questo tavolo". L'incontro al ministero del Lavoro è stato trovato "molto proficuo e interessante" da Alessandro Lazzaroni di Domino's pizza: "Sicuramente nei prossimi giorni e settimane siederemo ancora al tavolo col ministro per trovare una soluzione. C'è un'apertura nelle aziende e sono convinto che troveremo la soluzione giusta".

“Finalmente dalle parole si passa ai fatti", commenta Paolo Capone, segretario generale Ugl, "Il governo sta procedendo verso la regolarizzazione di quanti sono esclusi dalla contrattazione nazionale, in particolare dei rider. Non possiamo bloccare l’innovazione e il progresso in campo lavorativo ostacolando, di fatto, l’avvento di nuove professionalità ed è quindi necessario pensare alle relative tutele. Circa 10mila giovani svolgono questi 'lavoretti', per cui è necessario un intervento legislativo volto a tutelare la categoria. Tra l’altro, si tratta di un business che genera un giro d’affari da milioni di euro, importante per l’economia del Paese. Bisogna, quindi, combattere la precarietà: un cancro sociale che sta annientando il futuro dei nostri giovani".

Commenti

Altoviti

Lun, 18/06/2018 - 18:40

Non abbiamo bisogno di queste bici cariche di merci che spesso circolano sui marciapiedi mettendo in pericolo i pedoni.

cangurino

Lun, 18/06/2018 - 20:54

un contratto che definisca un minimo di tutele per queste migliaia di ragazzi (alcuni sono anche pensionati ...) mi sembra puro buon senso. In assenza, si rischierebbe di ampliare ancor più il divario tra ultra garantiti pre job act e simil dipendenti a cottimo. Oscar Giannino, sul tema, ha assunto una posizione indifendibile (son tutti ragazzi che fanno lavoretti in attesa di trovare di meglio!).