Cresce l'operazione Tim-Open Fiber

Telecom su del 3%. Ma per Genish il controllo della rete deve restare in casa. Incognita Enel

Tim ha chiuso ieri in rialzo del 2,79% dopo le parole del ministro dello Sviluppo Economico, Luigi di Maio, che ha parlato di una accelerazione sull'operazione di integrazione della rete Telecom con quella di Open Fiber.

Di Maio, in una intervista a La7, ha anche parlato di una modifica al Codice delle Comunicazioni elettroniche in modo da favorire l'applicazione del cosiddetto Rab (un sistema tariffario di accesso alla rete incentivante per i due operatori interessati), per spingere la creazione di una newco, in cui Cassa depositi e prestiti avrebbe un ruolo rilevante sul fronte azionario. Cdp, infatti, è già azionista di Telecom con il 5% del capitale e possiede il 50% di Open Fiber. «Stiamo lavorando per creare le condizioni affinché si crei un unico player che permetta la diffusione a tutti i cittadini di internet e banda larga- ha detto Di Maio - ma non c'è alcuna volontà di fare espropri proletari». L'auspicio del ministro è di chiudere il dossier entro fine anno.

L'ad di Tim, Amos Genish, partito per una serie di incontri sul 5G in Cina e Corea dove ha firmato un accordo con Samsung, è favorevole alla creazione di un singolo network per evitare duplicazioni infrastrutturali ma il controllo deve restare a Telecom. «Solo mantenendo il controllo della rete potremo garantire gli attuali livelli di investimenti e occupazionali» ha detto Genish. Sull'ad c'erano voci di una convocazione di cda straordinario in settimana per la sua uscita ma la società ha smentito. Tra le indiscrezioni anche l'ipotesi di un piano che prevede la frammentazione della società. Tra i fatti concreti invece lo sforzo per ridurre l'impatto economico dello sviluppo del 5G. Su questo fronte, Tim e Vodafone che hanno sborsato 2,4 miliardi ciascuno per le frequenze, stanno vagliando una alleanza per ottimizzare gli investimenti sulla nuova rete mobile. Quanto a quella fissa sarà l'Agcom a definire modalità e tariffe di accesso alla rete e la valutazione stessa dell'asset. Tanto che il presidente Agcom Marcello Cardani ha annunciato per fine anno l'esito la consultazione per l'accesso all'ingrosso a cui è legato a stretto filo il valore della rete Tim. Da non sottovalutare le eventuali resistenze da parte di Enel, che possiede il 50% di Open Fiber. L'ad, Francesco Starace, più volte si è detto contrario ad «accrocchi societari».

Per risolvere la questione il governo, secondo indiscrezioni, starebbe pensando a «sostituire» Enel con F2i nella compagine azionaria della newco delle reti. Resta, inoltre, da capire il destino di Sparkle, la rete internazionale. Potrebbe confluire nella società per la rete da Cdp. Il governo non è propenso alla cessione a privati vuole evitare che finisca in mano straniera. Intanto, Tim si è unita a Vodafone e Iliad presentando ricorso al Tar per alcune frequenze, utilizzabili per il 5G, assegnate a società di tlc minori nel 2008. Tra queste anche quelle che Tiscali dovrebbe cedere a Fastweb per circa 150 milioni. Le società lamentano la vistosa differenza di prezzo tra queste frequenze e quelle che loro hanno comperato.