Crolla il mito della Catalogna: "Non abbiamo una banca, salvateci"

Il responsabile dell’Economia della Regione: “La Catalogna non dispone di altra banca che il governo spagnolo”

E' crollato un mito. La Catalogna, una delle regioni spagnole più ricche, è sull'orlo del crac economico. Infatti oggi ha ufficializzato che chiederà l’aiuto del governo centrale di Madrid. Dopo la Comunità Valenciana e quella di Murcia, adesso tocca anche alla Catalogna chiedere il salvataggio al fondo da 18 miliardi messo a disposizione dallo Stato per quelle regioni con problemi di insolvenza.

“La situazione attuale è che la Catalogna non dispone di altra banca che il governo spagnolo”, ha spiegato il responsabile dell’Economia della Regione, Andreu Mas-Colell. Insomma, una richiesta di aiuto che appare ineluttabile.

Il governo catalano, guidato dal partito nazionalista moderato Convergència i Uniò, si troverà ad affrontare nella seconda metà di quest’anno la scadenza di debiti per oltre 5,7 miliardi di euro, ma l’indebitamento complessivo della regione autonoma è di 42 miliardi di euro.

Commenti
Ritratto di Bartuldin

Bartuldin

Mer, 25/07/2012 - 01:26

La Catalunya riflette quella che é la situazione spagnola. La vertiginosa crescita degli anni passati era basata sul mattone. Il mattone ,si sa, traina l'economia. Hanno costruito assai piú del dovuto. Si calcola che vi siano 600 mila appartamenti posti sotto sequestro per insolvenza. Villette che ora si vendono per 120 mila euro sono state vendute a piú del doppio. Le banche finanziavano tutto l'importo ed anche di piú. Era sufficente dimostrare di avere un conto corrente sul quale ogni mese veniva accreditato lo stipendio che si otteneva il mutuo, senza problemi ed intoppi. I negozi di mobili, vestiario erano strapieni. Tutti avevao larga possibilitá di denaro. Lo stesso dicasi delle concessionarie d'auto: il mutuo per l'acquisto del veicolo nuovo veniva accorpato a quello della casa. Tutti lavoravano come matti facendo straordinari, feste comprese. Una parte dello stipendio era fisso e raggiungeva a malapena 1200 euri. Il resto era fuori busta. In totale un operaio edile (quasi tutti lavoravano nel comparto edile ed indotto) poteva superare 2500 euri mensili. Con l'aggiunta due mensilitá extra. Da noi c'é solo la tredicesima. Sono arrivati al punto che le case non ne vendevano piú perché costruite in esubero rispetto alle necessitá reali. Qui é iniziato a cadere il castello di sabbia sul quale si poggiava l'economia spagnola. Basti pensare che il tasso di disoccupazione arriva al 25% mentre in Italia é, mi pare, all'11%. Un vero disastro economico. Una delle banche piú indebitate a causa delle insolvenze ha dovuto essere nazionalizzata e soccorsa con 100 miliardi. Tutti quelli che Rajoy é riuscito ad ottenere dalla Frau Merkel.

arkangel72

Mer, 25/07/2012 - 08:46

Comodo fare i federalisti, indipendentisti... con i soldi degli altri!

BENNY1936

Mer, 25/07/2012 - 09:27

Dove si conferma che le autonomie senza ferrei controlli, e possibilità di bloccare le spese folli dei RAs locali portano al disastro (ogni riferimento alle nostre Regioni è puramente casuale).

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Mer, 25/07/2012 - 09:37

"Bartuldin",anche io che ho lavorato con gli Spagnoli,dal 2.000 in poi,concordo pienamente con questa diagnosi.Era prevedibile,nessuno li metteva in guardia,e presi da questa bonanza,si sono infilati con le loro mani, in questo sacco nero!

smiley1081

Mer, 25/07/2012 - 10:27

Fate attenzione che anche in Italia c'e' una bella bolla immobiliare pronta per scoppiare, con piu' di un milione di appartamenti vuoti in tutta la nazione, e miliardi di euri bloccati in "investimenti" su altri appartamenti comprati a tre o quattro volte il loro prezzo reale, che "il mattone non tradisce mai!" C'e' un bellissimo grafico interattivo sul sito dell'Economist (http://tinyurl.com/cfnm9yf ) che mostra l'andamento dei prezzi delle case dal 1975 al 2011. Selezionate Italia, Spagna e Germania e poi chiedetevi: "Perche' la Germania e' solida, mentre Italia e Spagna vanno a rotoli?" Poi datevi la risposta: "Perche' i tedeschi considerano la casa solo come un tetto sulla testa, e non un 'investimento', ed i loro soldi li investono nell'economia della nazione"... Tra parentesi, ora vorrei mandare qualcuno di quelli che diceva "il mattone non tradisce mai!" all'Aquila o in provincia di Modena, per vedere dove glielo mettono il mattone.

m4rc0

Mer, 25/07/2012 - 10:56

A mio modesto parere, mattone ed automobili non trainano l'economia, ma l'affossano. Devono essere un punto di arrivo, non di partenza. Entrambi i beni sono i più costosi cui una famiglia "normale" può ambire, e di conseguenza diventano le voci di spesa più elevate nel bilancio familiare. Gran parte delle risorse economiche vengono quindi riversate verso due soli comparti produttivi, lasciando a tutti gli altri solo le briciole. Abbiamo ancora tutti negli occhi cosa è successo quando da noi è partita la stagione agli incentivi per l'auto... i soldi in circolazione già non erano molti, e quei pochi "sopravvissuti" sono stati impiegati per l'acquisto di un bene così costoso come l'auto, deprimendo gli acquisti in ogni altro settore. In sostanza, abbiamo verificato che incentivare un solo comparto a breve sembra un'idea geniale, ma a lungo termine si rivela un boomerang. E' per questo motivo che sono fermamente convinto che gli incentivi non debbano essere "monodirezionali", e soprattutto rivolti all'acquisto di beni costosi. L'unico incentivo valido applicabile a qualsivoglia bene (non di sola auto & casa si vive!) è una diminuzione importante dell'IVA. D'altronde abbiamo tutti notato come lo sciagurato innalzamento dell'IVA al 21% (grazie, prof! Una vera trovata geniale!) ha avuto come immediato effetto la DIMINUZIONE del gettito di circa 3,5 miliardi, deprimendo ulteriormente gli acquisti... esattamente l'opposto di quanto programmato a tavolino dai saccentoni che, visti i risultati, tanto saccentoni non sembrano! Pur con tutti i suoi difetti, ricordo sempre una frase di Tremonti che mi è rimasta impressa: "Meglio accontentarsi del 20% di qualcosa piuttosto che del 40% di un tubo".

plaunad

Mer, 25/07/2012 - 11:06

Per gli ultra orgogliosi catalani é veramente dura da digerire chiedere aiuto all'odiata Madrid. Riguardo la crisi, oltre alla bolla edilizia, bisogna aggiungere lapessima gestione dei due governi Zapatero il quale ha sempre negato l'esistenza della crisi e quando ne é stato travolto non aveva la minima idea di come arginarla.

Ritratto di cangrande17

cangrande17

Mer, 25/07/2012 - 11:12

Non conosco la situazione dell'amministrazione catalana, ma sicuramente so che gli spagnoli si sono suicidati 2 volte eleggendo 2 volte Zapatero. A volte le masse si muovono verso direzioni insensate, sono greggi di pecore. Un suicidio di questo tipo può essere paragonato a quello dei milanesi con Pisapia e dei napoletani con De Magistris. Chi può, deve solo ringraziare di non vivere rispettivamente in Spagna, a Milano o a Napoli. Poi ci sono gli italiani in generale, che si ritrovano governati da un losco figuro non eletto da nessuno...

bobsg

Mer, 25/07/2012 - 11:14

Toh, che coincidenza. Giusto stamattina ho appreso che il governatore della Catalogna è docente di economia a Berkley e Harvard. Un altro professore!