Dieci proposte per Alitalia: ora la palla passa al governo

Le offerte vincolanti arriveranno solo a ottobre. Ma Roma è stata chiara: niente spezzatino del gruppo

Va avanti la procedura per la cessione di Alitalia. Entro le 18 di ieri, presso lo studio del notaio Nicola Atlante di Roma, sono state presentate una decina di proposte non vincolanti per rilevare la compagnia, intera o a pezzi. La fase chiusa ieri, un'ulteriore tappa di una vicenda ancora agli inizi, dimostra che è nutrito il numero degli interessati alla ex compagnia di bandiera. Non era un fatto scontato.

Né i nomi né i contenuti delle proposte sono stati resi noti; anche i candidati sono sottoposti a un vincolo di riservatezza in base al quale non possono rendere pubblica la loro partecipazione (solo Ryanair, detto per inciso, ha più volte infranto questo impegno, dimostrando in tal modo che il suo interesse non era genuino). In una nota diffusa in serata, Alitalia precisa che, «in base all'analisi delle proposte ricevute, i commissari, entro la prossima settimana, provvederanno a definire e sottoporre all'approvazione del ministero per lo Sviluppo Economico l'indirizzo del programma dell'amministrazione straordinaria nonché i contenuti del bando di gara recante termini, finalità e modalità di svolgimento delle prossime fasi della procedura». Al di là del burocratese, significa che per elaborare il programma di gestione della compagnia da parte dei commissari, il piano di cessione e il bando di gara, dovrà esserci il via libera del ministro Carlo Calenda.

La vicenda è quanto mai intrisa di interesse politico. Le dichiarazioni pronunciate l'altro ieri alla Camera dal titolare di Trasporti e Infrastrutture, Graziano Del Rio, ne sono la conferma. Alitalia, ancorché privata, è più che mai considerata un asset del Paese e, come tale, l'attenzione del governo è alta. La politica, che già ha perso due volte la scommessa sul rilancio (sia Cai sia l'alleanza con Etihad hanno portato al fallimento), non si può permettere il terzo insuccesso. Il trasporto aereo gode oggi nel mondo di un ottimo momento congiunturale: significa che un bene importante come l'ex compagnia di bandiera di un Paese come l'Italia, grande destinazione turistica e di business, può trovare oggi compratori più interessati e più disponibili che nel passato. Il governo si mostra fermo sul fatto che l'azienda dovrà restare integra e non liquidata a pezzi, perché significherebbe disperdere il suo valore; e si mostra disponibile a far entrare un veicolo statale con una quota di minoranza nella nuova società. Due elementi di strategia in grado di influenzare le offerte: la promessa dello Stato come azionista significa la massima considerazione di Alitalia come infrastruttura, e indica inoltre la possibilità di un ruolo attivo di garanzia da parte del sistema pubblico. Qualcuno potrà pensare che si tratti di un passo indietro di vent'anni: non è così, e basta ricordare, al proposito, che due delle maggiori compagnie europee, Air France e Lufthansa, hanno nel proprio azionariato una presenza non trascurabile (e non silente) di capitale pubblico.

Dalla decina di proposte raccolte ieri, i commissari si faranno una prima idea delle intenzioni del mercato. Capiranno l'orientamento verso una delle tre ipotesi di cessione: l'intera società, con attivi e passivi; i soli attivi, separando good company e bad company; e beni e contratti, singoli o a gruppi. I commissari formuleranno le loro proposte al Mise, che poi diventeranno il piano di cessione e poi il bando di gara. Le offerte vincolanti sono attese per ottobre.

Commenti

gpl_srl@yahoo.it

Sab, 22/07/2017 - 16:46

questo governo trovera il modo di far pagare agli italiani l' ennesimo fallimento di una compagnia dove chi comanda sono da sempre i sindacati1 è quindi vergognoso che l' EU non imponga un limite al governo italiano che se è il caso faccia fallire questa compagnia che da anni non gode piu del rispetto del mondo.