Draghi: "Abbiamo ancora munizioni da usare"

Il presidente uscente della Banca centrale europea parla degli interventi possibili da mettere in campo per stimolare l'economia

Con le ultime dichiarazioni da presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi entra a "gamba tesa" sulla futura governance della Bce, definendo quelle linee programmatiche e di intervento che potrebbero essere messe in campo nel futuro prossimo dell'Eurotower.

"Tutti gli strumenti dai tassi di interesse, al Qe, alle linee guida sono pronti per essere calibrati" dice Draghi dalle pagine del Financial Times. E poi aggiunge: "Ho parlato di politica di bilancio come complemento necessario della politica monetaria dal 2014. Ora la necessità è più urgente di prima. La politica monetaria continuerà a fare il suo lavoro, ma gli effetti negativi man mano che si va avanti sono sempre più visibili".

Poi l'ex governatore di Bankitalia torna sulla politica fiscale comune e rilancia l'idea anche di un'unione fiscale: "Per avere un'UE più forte abbiamo bisogno di un bilancio comune della zona euro. Chiaramente il dibattito politico su questo ha ancora molta strada da fare. Ma sono ottimista". Resta, però, la questione sulla contrapposizione che da alcuni mesi arrivano nei confronti di Draghi dai componenti germanofoni del board.

Il presidente uscente si difende e guarda al lavoro svolto e a quello ancora da fare: "Abbiamo fatto abbastanza? - aggiunge Draghi - Sì, abbiamo fatto abbastanza e possiamo fare di più. Ma più cosa è che veramente ci manca? La risposta è la politica di bilancio, questa è la grande differenza tra l'Europa e gli Stati Uniti".