Ecco i piani di Enel e Eni per crescere sulle rinnovabili

Egp investe sei miliardi e il gruppo petrolifero rilancia In Italia il pacchetto incentivi vale nove miliardi

Gigawatt e anni di expertise separano Enel da Eni nel mondo delle rinnovabili. Ma dallo scorso anno, il Cane a sei zampe ha iniziato a muovere i primi passi green con notevole impegno sia in Italia che all'estero. Si profila per le due aziende «di Stato» (Eni vede la Cassa Depositi al 26% del capitale e il ministero del Tesoro al 3,9%, Enel lo stesso Tesoro al 23,5%) un fronte comune d'azione o un terreno di confronto? Fino a oggi le due «cugine» si sono sempre tenute a distanza. Ad eccezione di una collaborazione nel settore delle colonnine di ricarica delle auto elettriche, le cronache segnalano qualche «invasione di campo»: la più evidente è quella che le vede entrambe sul mercato libero con offerte di luce e gas. E nel green, se si esclude una ventilata collaborazione ai tempi del governo Renzi, il copione sembra ripetersi. Sono i numeri a spiegarci perché le aziende sono al momento «così vicine, ma così lontane» sul fronte delle rinnovabili.

Enel Green Power, la divisione energie verdi dell'Enel di Francesco Starace, è oggi presente in Europa, nelle Americhe, in Asia, Africa e Oceania. Ha una capacità gestita di circa 38 GW ed opera nell'eolico, nel solare, nel geotermico, nelle biomasse e nell'idroelettrico. Dopo aver registrato un anno record di crescita costruendo circa 2mila MW di nuova capacità prevalentemente negli Stati Uniti, in America Latina ed in Sud Africa, «prevede di investire oltre 6 miliardi per la crescita delle rinnovabili nei prossimi tre anni aumentando la capacità installata di circa 6,7 GW», spiega Antonello Cammisecra, responsabile Egp aggiungendo che i prossimi passi saranno quelli di «sviluppare ulteriormente le attività in Sudamerica e negli Stati Uniti, dove siamo leader. Mentre in Africa e nel sudest asiatico entreremo in nuovi mercati».

In Italia, con una capacità installata di circa 14 GW, Enel Green Power è leader in tutte le tecnologie rinnovabili: geotermica, idroelettrica, eolica, solare e biomasse. Nell'idroelettrico, con oltre 12 GW di capacità installata, a cui si aggiungono 34 impianti geotermici, localizzati in Toscana, per una potenza di 761 MW, in grado di assicurare una produzione annua di oltre 5 TWh. Nell'eolico, la società gestisce invece circa 772 MW; mentre nel solare la capacità installata è pari a 23 MW, a cui si aggiungono i 360 MW di capacità della joint venture EF Solare Italia.

Quanto a Eni, il suo ingresso nel mondo green lo si deve all'ad Claudio Descalzi che, lo scorso anno, ha deciso di puntare su questo nuovo business creando una direzione dedicata: Energy Solution. Al di fuori dei confini nazionali sono diversi i progetti di energia rinnovabile che Eni ha in cantiere. In pole position, all'estero, ci sono Algeria, Egitto, Tunisia e Pakistan. Ma in prospettiva molti dei Paesi dove Eni ha una base upstream saranno oggetto di interesse: Libia, Ghana, ma anche Nigeria, Congo e Kazakhstan. In Italia, l'obiettivo è quello di investire circa 250 milioni per installare 220 MW di nuova capacità entro il 2022, cui si sommano altri 240 MW all'estero entro il 2020. Il primo lotto di impianti in Italia avrà una capacità complessiva di circa 150 Megawatt. Nonostante la grande concorrenza, non solo di Enel, l'obiettivo di Eni è quello di essere tra i primi produttori italiani di energia rinnovabile anche «per ribadire ha spiegato l'ad Claudio Descalzi - un impegno preciso sul fronte del climate change». «Non vogliamo trasformarci in una utility, petrolio e gas restano la nostra attività principale, ma valorizzeremo i nostri assett producendo energia per i nostri siti e vendendo l'eccesso sul mercato». Ma se almeno all'estero c' è sicuramente spazio per tutti, «in Italia - osserva un analista- Enel ed Eni potrebbero anche darsi qualche fastidio».

«In Italia punteremo su fotovoltaico con acquisizioni e sull'eolico attraverso progetti di repowering degli impianti esistenti e la costruzione di nuova capacità», ha specificato Cammisecra. Eni con il «progetto Italia» si muoverà sulle aree industriali Syndial (aree contaminate da bonificare), rilanciando i siti. Ma anche su fotovoltaico, biomassa e solare. Da spartirsi c'è la nuova torta degli incentivi voluta dall'ex premier Matteo Renzi: 9 miliardi nei prossimi 20 anni.