Elior raddoppia in Italia Obiettivo: crescere ancora

Acquisite le attività di Gemeaz nel nostro Paese. Il numero uno Petit: "Solo grandi dimensioni possono sostenere sviluppo e qualità"

Il gruppo francese Elior, uno dei primi in Europa nella ristorazione collettiva, ha più che raddoppiato le proprie dimensioni in Italia diventando leader di mercato grazie all’acquisizione, dai fondi Barclays, delle attività italiane del gruppo Gemeaz. Oggi Elior, nel nostro Paese, passa da 350 a 650 milioni di fatturato (più 150 nella ristorazione in concessione), superando e lasciando al secondo posto un’altra francese, Sodexo. L’operazione - illustrata dal direttore generale di Elior, Gilles Petit - ha un forte contenuto strategico, perché «solo grandi dimensioni e ampi volumi, in un settore a bassa marginalità, possono sostenere sviluppo e qualità». In Italia il ricavo medio del settore (caserme, ospedali, Pubblica amministrazione, aziende, scuole) è di 5,07 euro a pasto; il gruppo Elior somministra 700mila pasti al giorno. Gemeaz è stata valutata, indicativamente, il 30-40% dei ricavi; la cifra esatta non è stata comunicata. Elior vi ha fatto fronte con il cash flow e grazie a proprie linee di finanziamento; si tratta di un gruppo con le spalle larghe, con 4,2 miliardi di ricavi, 400 milioni di Ebitda e 1,8 miliardi di debito «che negli ultimi 5-6 anni è calato dello 0,5% l’anno».
Le dimensioni sono un obiettivo importante per il gruppo, che nei suoi 20 anni di attività è prevalentemente cresciuto per linee esterne, grazie anche alle opportunità offerte da un settore molto frammentato. Investire durante una crisi è un atteggiamento coraggioso e controcorrente. «Non c’è dubbio che in questo momento c’è una forte pressione sui prezzi - osserva Petit - e il problema è quello di restare competitivi». Ammette anche che avere per cliente la Pubblica amministrazione «che paga a 220 giorni» è un ulteriore costo. «Ma anche in Francia e in Spagna la situazione è molto simile: anzi, in Spagna è peggiore», riferisce.
Elior e Gemeaz in Italia, che ora formano un gruppo da 16mila dipendenti, hanno un’integrazione perfetta che non darà luogo a esuberi; forti invece le sinergie soprattutto sugli acquisti e sull'organizzazione. Il numero uno di Elior in Italia, Lino Volpe, ha sottolineato, tra l’altro, il forte impegno del gruppo per una nutrizione sana e moderna, avvertendo però che molti ostacoli culturali sono sempre in agguato. Eloquente un esempio. «Serviamo una scuola al 100% con prodotti bio, sotto il controllo strettissimo delle mamme. Ma poi le stesse mamme portano i figli col Suv in pasticceria a mangiare i croissant al cioccolato».