Elkann porta al «Corriere» la pubblicità della «Stampa»

Il 20 dicembre John Elkann, nel tradizionale scambio di auguri natalizi, ha assicurato ai giornalisti de La Stampa che non ci sarà alcuna fusione con il Corriere. Le rispettive società editoriali, a dispetto di chi scommetteva su una integrazione piena, restano quindi al momento distinte. La strada della «collaborazione» tra le due testate dell'orbita Fiat - il Lingotto è da sempre azionista unico della Stampa e, dopo l'ultimo aumento di capitale, è diventato anche il primo socio del Corriere con il 20,5%- appare però segnata: la Stampa dal primo febbraio affiderà infatti ai «cugini» di Rcs il compito di raccogliere la sua pubblicità nazionale, sia per il giornale in edicola sia per il sito web. E nei corridoi del quotidiano di via Lugaro non ci si stupirebbe se emergessero rapidamente anche altre «sinergie» con il Corriere, per esempio sul fronte dei centri stampa, della carta o della stessa diffusione.
La prima a rendersene conto è la Borsa dove il titolo Rcs,sulla scia dell'annuncio dell'accordo, ha chiuso in progresso del 7,9% a 1,44 euro, trainando l'intero settore dei media.
Dopo l'aggressiva ristrutturazione dei Periodici e le polemiche che hanno accompagnato la vendita della sede, gli occhi degli analisti restano puntati sull'effettiva sostenibilità del piano industriale approntato dall'ad Pietro Scott Jovane, a partire dal destino della seconda tranche della ricapitalizzazione (200 milioni), per cui il cda ha già in tasca la delega a procedere dell'assemblea dei soci.
Quanto invece alla Stampa non era facile ammortizzare in bilancio i 14 milioni di rosso che Publikompass ha portato in dote nel 2012. Ora la concessionaria, peraltro da tempo in cura dimagrante, si occuperà invece delle sole inserzioni «locali», che per La Stampa significa seguire Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, il core business del quotidiano. Da quanto trapela il riassetto è accompagnato da 87 esuberi tra i venditori, attivi soprattutto nel centro-sud. Inizialmente sarebbe stata invitata al tavolo anche Repubblica ma poi, come era facile prevedere, ha prevalso l'asse con la Rcs di Jovane, che ha trovato in Jaki il suo difensore anche durante la battaglia sferrata da Diego Della Valle per il controllo del Corriere.
Via Solferino continua comunque a concentrare nelle mani della concessionaria guidata da Raimondo Zanaboni il business pubblicitario nazionale, dopo i contratti con il gruppo Monrif (Qn, Il Giorno, Il Resto del Carlino e La Nazione) e alcuni giornali del sud Italia. Un network che vale 1,35 milioni di copie.