Per Eni nel 2017 sarà record di produzione Descalzi: «Equilibrio col barile a 50 dollari»

Sofia Fraschini

Nel 2017 l'Eni produrrà una quantità di petrolio mai raggiunta nella sua storia. Il record a 1,84 milioni di barili equivalenti è stato preannunciato ieri a New York dall'ad Claudio Descalzi che, nel corso dell'Investor day con la comunità finanziaria, ha anche rassicurato sulla tenuta della società scossa negli ultimi anni dal crollo del prezzo del petrolio. Il processo di trasformazione e ristrutturazione avviati hanno permesso a Eni di abbattere, in meno di 3 anni, il proprio livello di cash neutrality dai 127 dollari al barile del 2013 ai 50 dollari al barile di oggi. In soldoni, anche se l'oro nero rimanesse su questi livelli (ieri Brent a 55,7 dollari e Wti a 52,8) la società starebbe in equilibrio finanziario, ovvero sarebbe in grado di fare fronte agli investimenti contando sulla generazione di cassa e le dismissioni. Aspetto quest'ultimo che caratterizza la nuova politica di gruppo tesa a monetizzare in tempi brevi le scoperte condividendo con i nuovi soci gli oneri a fronte di una riduzione nel capitale delle concessioni. «Vogliamo parlare del futuro partendo dal passato», ha detto Descalzi aprendo l'investor day e «ora che siamo al termine della prima fase di trasformazione e ristrutturazione vogliamo presentare i risultati raggiunti». Malgrado il crollo del prezzo del petrolio del 50% e l'assenza del contributo di Snam (2 miliardi di euro) la società «ha potuto generare nel periodo 2014-2016 cassa operativa per 34 miliardi di euro, in linea con il periodo 2011-2013 (37 miliardi di euro)». Inoltre, «in meno di tre anni abbiamo conseguito la più elevata crescita organica dell'industria con un aumento di oltre il 15% della produzione, pari a oltre 250mila barili al giorno, e siamo vicini a raggiungere il record di produzione della società nonostante una riduzione» delle spese per capitale e investimenti. Ieri la società ha poi chiarito che al momento non intende cedere la partecipazione in Saipem (30,54%) e ha annunciato di aver rinegoziato con Sonatrach le condizioni per la fornitura di gas algerino. Positiva la reazione del mercato con il titolo che ha segnato un nuovo rialzo: +1,01% a 14,93 euro.