F2i si rafforza nella fibra E conquista Mc-Link

Il fondo, partecipato da Cdp, sborsa 50 milioni per fare un nuovo polo. Il ruolo di Marguerite

Cinzia Meoni

Il gioco della rete diventa strategico in Piazza Affari. Mentre il nuovo management di Telecom Italia manda segnali di distensione verso Roma, F2i (partecipata dalla Cdp al 14,5%) rafforza la presa sul settore e conquista Mc-Link per 50,5 milioni, pari a 15,06 euro per azione (il doppio rispetto al prezzo a cui la società era stata quotata, nel 2013, sull'Aim).

L'operazione è stata effettuata tramite 2i Fiber (all'80% del secondo fondo di F2i e per il 20% del fondo lussemburghese Marguerite), lo stesso veicolo che pochi giorni fa aveva acquisito il 94,1% di Infracom, società con oltre 90mila chilometri di rete e tre data center. Mc-Link porta in dote 2,2mila chilometri in fibra ottica, sette Man (Metropolitan Area Network) e quattro data center di cui due a Roma, uno a Milano e uno a Trento destinati a confluire, insieme alle attività di Infracom in un'unica piattaforma. E non è finita qui.

L'obiettivo di F2i è quello di dar vita a un operatore nazionale attivo nel mercato dei servizi di accesso alla rete internet e al cloud. Altre operazioni sono allo studio e potrebbero essere annunciate dopo l'estate. Le risorse non mancano: F2i ha ancora a disposizione 400 milioni circa di raccolta da destinare allo shopping e, inoltre, in autunno, dovrebbe lanciare un nuovo fondo da 3 miliardi di euro. Le strade percorribili, anche sul mercato, sono numerose: da Go Internet, altra società quotata sull'Aim e attiva nei servizi internet, a Tiscali che ha una rete particolarmente appetibile oltre che a servizi tlc, fino a Sirti, eccellenza nelle infrastrutture tlc in mano a fondi e banche racchiusi in Pillastone.

Nel frattempo, tuttavia, è interessante notare la convergenza degli interessi tra lo sviluppo di 2i Fiber e Open Fiber che con F2i condivide uno degli azionisti di riferimento, la Cassa Depositi e Prestiti guidata da Fabio Gallia. Open Fiber, controllata oltre che dalla Cdp anche da Enel, ha in programma di investire, nei prossimi sei anni, 6,5 miliardi in infrastrutture per la ultra broadband (di cui 2 miliardi da finanziamenti pubblici) e raggiungere così 19 milioni di abitazioni con banda larga. Già oggi sono 1,6 milioni le case collegate in fibra e si punta di arrivare a 2,7 milioni a fine 2017. Il progetto è in concorrenza con gli investimenti nella rete portati avanti da Telecom Italia e, in effetti, il contraddittorio tra i diversi protagonisti della partita, negli ultimi mesi, è stato piuttosto acceso. In questo scenario è logico e naturale chiedersi se anche il polo di infrastrutture tlc che F2i ha in costruzione sarà prima o poi destinato a confluire in Open Fiber rafforzandola. Non sarebbe la prima volta che i due interlocutori, chiudono accordi sulla rete. A dicembre infatti F2i aveva ceduto proprio Metroweb a Open Fiber a peso d'oro: 714 milioni.