Ferrari è il marchio più forte, medaglia al valore per Amazon

Il Cavallino torna in cima al podio dopo cinque anni battendo firme come Rolex e Coca Cola. Scivola Apple

Il marchio più forte al mondo? Il Cavallino rampante della Ferrari. Ma il logo che produce più valore a livello globale è quello di Amazon. La top 500 è stata stilata da Brand Finance, leader mondiale nella valutazione economica dei brand e nella consulenza strategica, e presentata ieri al World Economic Forum di Davos.

Dopo cinque anni la Rossa torna a essere il marchio più influente tra i 500 con maggior valore economico grazie a un incremento di 3 punti rispetto allo scorso anno nell'analisi competitiva che tiene conto di investimenti marketing, ritorno d'immagine e relativo ritorno economico in proporzione alla dimensione dell'impresa. A mettere benzina nel motore sono stati l'annuncio di importanti investimenti per realizzare 15 nuovi modelli, di cui alcuni ibridi, e il fatto che già a maggio dello scorso anno, fosse stata venduta tutta la produzione 2018, e parte della produzione 2019.

Ferrari ha distanziato gli altri 14 marchi considerati AAA+ «estremamente forti» di cui fanno parte colossi come Rolex e Coca Cola, ma anche la banca cinese ICBC e il sistema di messaggistica cinese We Chat.

In termini di ritorni dall'immagine della marca e della reputazione, però, gli 8,3 miliardi della Ferrari vengono superati da Amazon che mantiene la medaglia «al valore»: con quasi 188 miliardi di dollari, il gigante dell'e-commerce fondato da Jeff Bezos supera di 30 miliardi Apple, secondo in classifica ma in frenata rispetto agli anni scorsi. Premiata la vendita record di oltre 100 milioni di prodotti durante le offerte dell'ultimo Prime Day, e al superamento del valore di mille miliardi di dollari a Wall street.

A livello di settori, a farla da padrone nella graduatoria dei «most valuable» sono i tecnologici, con Microsoft che completa il quartetto di testa, mentre a livello geografico a mettersi in luce è la Cina, buona seconda dietro agli Stati Uniti. I marchi del Dragone inclusi nella graduatoria hanno infatti superato la quota psicologica del miliardo di dollari di valore complessivo, con iQiyi, la risposta cinese a Netflix, che si è guadagnata il titolo di brand con la crescita più rapida, mettendo a segno un +326% a livello annuo, contro il +105% della controparte statunitense. Sul fronte dei cali, anno difficile invece per Facebook, che vede la forza del suo brand ridursi dell'11%, pur conservando il settimo posto nella classifica per valore.

I brand italiani in classifica sono solo nove. Ciò dipende dal fatto che la Global 500 premia i brand in grado produrre maggiore valore economico assoluto (e quindi brand molto efficaci, ma di piccole e medie dimensione, difficilmente entrano in classifica). Ma c'è chi si fa notare: scalando ben 78 posizioni nella classifica delle «grandi firme» ordinate per valore economico, Poste ha performato molto meglio di tutti gli altri marchi italiani grazie alla buona reputazione presso chi acquista prodotti assicurativi, al dinamismo in soluzioni come Postepay e alla conseguente buona prospettiva di crescita.

Per Ferrari, intanto, quello ottenuto a Davos non è l'unico riconoscimento di giornata. Proprio un'offerta di lavoro della società di Maranello, alla ricerca di un giovane ambizioso da formare come ingegnere meccanico, ha ottenuto il record di candidature da parte della comunità italiana degli utenti di LinkedIn, la più grande rete professionale al mondo. Scorrendo la graduatoria degli annunci più popolari, compaiono quindi i marchi della Rai, di Bper Banca, di Ferrovie dello Stato e di Esselunga.