Fininvest dà il timone a Pellegrino E torna al dividendo

Scelto il nuovo capo azienda e Cannatelli diventa vicepresidente. Cedola da 91 milioni

Camilla Conti

Riassetto al vertice della Fininvest. Danilo Pellegrino è il nuovo amministratore delegato della holding della famiglia Berlusconi che controlla Mediaset, Mondadori e AcMilan. Lo ha indicato il consiglio di amministrazione che ha fatto seguito ieri all'assemblea dei soci. Si tratta di una scelta all'insegna della continuità: milanese, 59 anni, Pellegrino arriva al timone dopo essere stato per tredici anni direttore generale. È da sempre uno dei più stretti collaboratori della presidente Marina Berlusconi, al cui fianco lavora fin da quando la primogenita del fondatore ha iniziato a operare nel gruppo. Da ventotto anni in Fininvest (proveniva dalla Magneti Marelli del gruppo Fiat, dov'era arrivato alla carica di responsabile del controllo di gestione), Pellegrino ha occupato varie posizioni nell'area del controllo di gestione, fino alla nomina nel 1999 a direttore Amministrazione, Pianificazione e Controllo e quattro anni dopo a direttore generale. Dal 2012 fa parte del consiglio di amministrazione di Fininvest, dal 2013 di quello di Arnoldo Mondadori Editore, oltre a ricoprire vari altri incarichi nel gruppo Fininvest, e negli ultimi mesi ha seguito da vicino le trattative per la cessione di una quota del Milan.

Pellegrino prende il posto di Pasquale Cannatelli, che dopo tredici anni lascia la carica di ad per assumere quella di vicepresidente. Nel gruppo dal '97 dopo esperienze in Farmitalia e Alitalia, Cannatelli sarà chiamato a fornire un supporto strategico per le scelte più importanti della holding. Sempre sul fronte della governance, è stato allargato a dieci il numero di componenti del board con l'ingresso di Bruno Ermolli, già consigliere di Fininvest dal 2005 al 2012.

L'assemblea che ha rinnovato il board ha anche approvato il bilancio 2015: la capogruppo Fininvest ha riportato un utile di 221,4 milioni e ha deciso di distribuire agli azionisti un monte dividendi di 91,6 milioni, pari a 0,45 euro per azione. La rimanente differenza - circa 130 milioni - è stata invece rinviata a nuovo (riserve). Fininvest non distribuiva dividendi di esercizio da cinque anni consecutivi. Nel corso del 2015 «è proseguito il lavoro sull'efficienza dei processi produttivi e sul controllo dei costi, sono stati avviati progetti di grande significato per il futuro, alcuni dei quali concretizzati nel 2016 e finalizzati a consolidare la leadership nel core business, ad ampliare il perimetro delle attività core o a stringere partnership internazionali per affrontare le nuove sfide dei mercati», si legge in una nota.

I ricavi tornano a crescere dopo quattro anni; l'utile ante-imposte, pari a 239 milioni, evidenzia un incremento del 54% rispetto al 2014 e il risultato netto è in sostanziale pareggio. L'indebitamento al 31 dicembre 2015 registra infine un calo di 267 milioni confermando un trend che dal 2012 ha visto il debito del gruppo più che dimezzarsi (da 2 miliardi a 790 milioni).