È finita l'era del fai-da-te

La notizia è della settimana scorsa. Per la prima volta nella storia, una banca danese invece che far pagare gli interessi del mutuo sottoscritto da una coppia di Copenaghen li ha accreditati sul loro conto corrente. Nessun errore, non ci saranno successive richieste di rimborso. Si tratta soltanto degli effetti del mondo ribaltato dei tassi negativi. Così, se da un lato i risparmiatori non riescono più a trovare remunerazione per i loro investimenti, dall'altro i sottoscrittori di mutui e prestiti si ritrovano, addirittura, ad essere premiati economicamente.

È un mondo nuovo, difficile da interpretare e che sta creando tanta confusione al mondo del risparmio. In Italia, infatti, tanto per rifarsi ai vecchi, cari titoli di stato, bisognerebbe arrivare a 10 anni per spuntare un misero 1,30% lordo, mentre per durate inferiori si rischia di incappare in tassi negativi per i quali si sarebbe costretti a pagare per vincolare il proprio denaro. Ma andando all'estero le cose non migliorano. Anzi, in alcuni casi peggiorano. Come riportato dal Wall Street Journal, i titoli di stato emessi con tassi negativi in tutto il mondo supererebbero la spaventosa somma degli 8 trilioni di dollari. È il Giappone a fare da capofila, seguito a distanza da moltissimi Paesi europei, Germania e Francia su tutte.

In un mondo tanto complesso l'unica certezza è che sia finito il «fai da te», perché per remunerare i risparmi è necessario affidarsi a strumenti capaci di diversificare in titoli di tante aziende, di tante nazioni diverse, per i quali la competenza risulta indispensabile. Si tratta di un passaggio di paradigma che bisogna realizzare in fretta. Il mondo dei tassi a zero sono destinati a durare a lungo, per cui senza la giusta capacità di orientamento si rischia di perdere anni di redditività. Di questo si parlerà nel corso della trasmissione Mercati Che Fare in onda domenica alle 14.00 su TgCom24.

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