Fisco, ecco tutto quello che la Finanza ora può vedere nei nostri conti

Il nuovo strumento tecnicamente chiamato "Super Anagrafe Tributaria" permetterà di confrontare i saldi dei depositi bancari da un anno con l'altro. Si comincia con il biennio 2014-2015

Oramai è una realtà: il Risparmiometro, l'ultima arma per combatterei chi i furbetti della dichiarazione dei redditi, dopo una prima fase sperimentale dedicata alle società, ora verrà utilizzato anche per le persone fisiche.

Con la Super Anagrafe Tributaria, oltre all'Agenzia delle entrate anche la Finanza potrà guardare il saldo contabile delle posizioni bancarie e finanziarie dei contribuenti e le spese sostenute confrontandoli un anno con l'altro e, grazie ad un algoritmo, si potrà rilevare se esistono redditi non dichiarati.

In sintesti, il risparmiometro non è altro che un algoritmo che calcolerà la differenza tra quanto dichiarato e quanto risparmiato e depositato nei conti correnti bancari; le uscite dovranno, dunque, essere compatibili con le entrate altrimenti scatteranno i controlli veri e propri con un contradditorio in cui il contribuente dovrà esporre le proprie "pezze giustificative". Nel caso in cui le motivazioni non saranno ritenute sufficienti, il contribuente potrò evitare le sanzioni solo chiudendo preventivamente il contenzioso con un ravvedimento operoso con sanzioni ridotte.

Il Risparmiometro, fratello minore del più famoso redditometro, è stato instituito nel 2011 attraverso il decreto Salva-Italia del governo Monti ma dopo anni di non utilizzo ora è in procinto di partire, dopo il via libera condizionato del garante della privacy. Difatti l'autorità non permetterà controlli random ma porrà dei paletti molto ampi soprattutto al fine di evitare che personale estraneo all' accertamento possa vedere e utilizzare i dati.

Commenti

necken

Dom, 12/05/2019 - 18:59

basta allarmismi! non vedo nessun problema da questa norma speriamo serva a far emergere il nero e gli evasori

Fluidball

Lun, 13/05/2019 - 10:28

Necken, il giornale non ha nessun interesse a propagandare la lotta all'evasione. Articoli come questo (e ne esce almeno uno alla settimana) ne sono la prova.