Fisco, ecco i nuovi reati tributari

Arriva il via libera alla revisione delle sanzioni tributarie penali e amministrative

Arriva il via libera alla revisione delle sanzioni tributarie penali e amministrative. Il governo ha approvato ieri in via de- fi nitiva il decreto legislativo attuativo della delega conferita dall’art. 8 della legge n. 23/2014. Diverse le novità sul fronte dei controlli fiscali, sanzioni e reati. Non versare l’Iva sarà reato solo se il debito supera 250.000 euro nell’anno (anziché 50.000). Per le ritenute non versate, anche se non certifi cate, il reato scatterà oltre 150.000 euro nell’anno (anziché 50.000). Il reato di dichiarazione fraudolenta riguarderà tutti i contribuenti, e non solo quelli obbligati alle scritture contabili. Previste soglie di evasione più elevate per la punibilità penale della dichiarazione infedele. L’utilizzo in compensazione di crediti inesistenti oltre 50.000 euro sarà punito con la reclusione fi no a 6 anni (anziché fi no a 2). Alcuni reati, come ricorda Italia Oggi, non saranno punibili se i debiti tributari saranno pagati prima dell’apertura del dibattimento o dell’inizio dei controlli Violazioni amministrative. Sui versamenti effettuati entro 90 giorni dalla scadenza, la sanzione sarà del 15%, anziché del 30%; ridotta all’1% giornaliero la sanzione per i ritardi fino a 14 giorni. Sanzioni per omessa dichiarazione dimezzate se la dichiarazione annuale è presentata entro il termine per la presentazione di quella successiva.

Alleggerite del 10% le sanzioni per le dichiarazioni infedeli. L’omessa fatturazione e registrazione sarà punita come violazione formale quando non incide sulla liquidazione dell’Iva. Sanzioni formali anche per l’omissione dell’inversione contabile, quando non risulta dovuta imposta. Se l’Iva è applicata dal contraente sbagliato, la violazione è formale e l’imposta si considera comunque assolta. Nessuna conseguenza quando l’Iva auto-applicata risulta non dovuta. Salvo diversa disposizione delle singole leggi d’imposta, la sanzione è ridotta alla metà per le dichiarazioni e denunce presentate entro 30 giorni dalla scadenza. In caso di inosservanza dell’obbligo di tracciabilità degli incassi e dei pagamenti, le associazioni sportive non perderanno il diritto al regime agevolato della legge n. 398/