Fisco, nel decreto crescita l'obbligo di contraddittorio con le Entrate

Nel testo che ha ottenuto la fiducia alla Camera è stato introdotto l'obbligo di contraddittorio a tutela del contribuente che potrà difendersi prima di ricevere dall'Agenzia dell'Entrate l'avviso di accertamenti

Novità in materia di fisco. È stato introdotto nel decreto crescita, che ieri ha ottenuto la fiducia alla Camera, l'obbligo di contradditorio con l'Agenzia delle entrate, a tutela del contribuente, prima di ricevere l'avviso di accertamenti. La procedura non varrà, però, prima del luglio del 2020 e resterà esclusa per gli avvisi di accertamento e di rettifica parziale, nonché per quei casi di particolare urgenza e nelle ipotesi di rischi per l'esito della riscossione.

Dopo diversi passaggi in Commissione Finanza, nella scheda di lettura del disegno di legge di conversione del decreto crescita è riconosciuta l'importanza del contraddittorio preventivo, affermata già dalla giurisprudenza, principio secondo cui il fisco prima di emettere un atto di accertamento è tenuto a dare modo al contribuente di fornire elementi a sua discolpa già nel corso del procedimento.

Esso ha la sua radice nella legge generale sul procedimento amministrativo, la L. 241/90, che all’art. 7 impone alle pubbliche Amministrazioni di dare al destinatario di provvedimenti potenzialmente pregiudizievoli la possibilità di formulare osservazioni prima dell’emissione del provvedimento finale. In una sentenza a sezioni unite della Cassazione del 2014, nel tentativo di dare un indirizzo univoco, elenca una serie di norme dello "Statuto dei diritti del contribuente" dove il principio è già presente. Sulla necessità del contraddittorio era intervenuto, con una circolare del 2018, anche il Comando generale della Guardia di finanza affermando che "la delicatezza e i profili di complessità che caratterizzano i recuperi fiscali nel contesto in esame, rendono, (…) la verifica fiscale la sede più idonea nella quale dare corso al predetto preventivo contraddittorio e formulare i rilievi della specie".

Il legislatore starebbe introducendo l'obbligo esclusivamente per gli avvisi di accertamento emessi dall'Agenzia delle entrate.