Foreste, sì del governo al testo unico Orsini: "Ora cabina di regia"

Varato dal governo il provvedimento che ha l'obbiettivo di sviluppare una politica nazionale coordinata del patrimonio boschivo. Conservazione dell’ambiente e del paesaggio, sviluppo delle economie verdi. FederlegnoArredo: a regime circa 170mila nuovi posti di lavoro

Via libera definitivo del consiglio dei ministri al Testo unico in materia di foreste e filiere forestali approvato “in coerenza con la strategia nazionale definita dal Programma quadro per il settore forestale, la normativa europea e gli impegni assunti in sede europea e internazionale in materia forestale, di agricoltura, ambiente, paesaggio, commercio e sviluppo rurale”. Il provvedimento ha un obbiettivo preciso: sviluppare una politica nazionale coordinata del patrimonio boschivo e fornire in un quadro chiaro di riferimento per le Regioni mettendo al centro le “urgenti necessità di tutela e gestione attiva del territorio italiano, contrastando l'abbandono colturale e il declino demografico nelle aree montane e rurali del Paese”, a garantire la conservazione dell’ambiente e del paesaggio, lo sviluppo di economie verdi creando nuova occupazione.

Risorsa ambientale ed economica, materia prima di cui l’Italia è ricca e può creare nuove opportunità di crescita attraverso la “tutela e la gestione attiva e razionale del bene bosco” rafforzando la funzione di “coordinamento istituzionale svolta dallo Stato nei confronti delle Regioni e delle autonomie locali direttamente e indirettamente”. Temi al centro delle iniziative di FederlegnoArredo e delle aziende associate perché l’Italia è il terzo importatore di legname dell’Unione Europea con una quota dell'80% del fabbisogno annuo di materia prima.

”Dopo quasi cinquant'anni di attesa l'Italia ha finalmente una nuova legge forestale che, riconoscendo il patrimonio boschivo nazionale come bene di rilevante interesse pubblico, consentirà una maggiore tutela del territorio e la creazione di nuovi posti di lavoro - commenta Emanuele Orsini, presidente di FederlegnoArredo -. È un provvedimento importante che garantirà nel tempo una gestione armonizzata delle politiche forestali per renderle meno vulnerabili e maggiormente produttive ed è il frutto di un lungo lavoro di confronto istituzionale tra il governo e FederlegnoArredo. Un primo passo per riattivare una filiera fondamentale per l'economia nazionale in un'ottica di circolarità e sostenibilità ambientale".

“Si tratta di un investimento rilevante nelle risorse del Paese e ora mi aspetto - aggiunge Orsini - che ci ci sia una grande cabina di regia nella quale FederlegnoArredo possa essere parte attiva. Ci candidiamo a essere uno degli interlocutori, un anello di congiunzione fra i vari mondi per mettere insiemi territori, industria, politica e proprietari terrieri perché il bosco italiano è molto parcellizzato. Adesso occorre organizzarsi per non far sì che il provvedimento diventi realtà e non rimanga lì… In questi giorni abbiamo visto commenti positivi e negativi, nessuno deve rimanere fuori, dobbiamo cercare insieme a quelli convinti e a quelli non convinti di fare le cose e farle bene. perché non è per l'oggi ma per il futuro”.
“Chi crede che questo sia un investimento a breve termine sbaglia, è un investimento a lungo termine - sottolinea - che a regime genererà un indotto che stimiamo in circa 170mila nuovi posti di lavoro".

Si parla di politiche che fanno bene al Paese se pensiamo che ad esempio siamo i primi importatori di legno da ardere e le nostre pizze sono cotte con legno che arriva dalla Turchia, dalla Tunisia, dal Marocco, da Croazia e Slovenia. A quello estero usato per pallets, edifici in legno, mobili, arredo che importiamo da Austria e Germania”.
“Dobbiamo riuscire a mettere di nuovo al centro le comunità montane, perché possano organizzare il lavoro e il prelievo controllato che in Italia è al 20% mentre la media europea che è del 60%. Abbiamo 11 milioni di ettari di bosco che non stiamo utilizzando o non sono utilizzati in maniera proficua tanto che importiamo 8 miliardi di materia prima anche se l’abbiamo in casa”. E Orsini aggiunge: “Ci sono esempi che stanno partendo: in Valtellina vogliono iniziare a produrre XLam, altri nelle Marche stanno pensando di iniziare a usare il legno per la ricostruzione post terremoto di edifici antisismici. Dobbiamo fare in modo che in Italia si investa nel legno italiano”, tenendo conto anche che prezzi di importazione stanno salendo per la forte domanda internazionale che ci penalizza anche per le forniture.

“Va messo da parte il tema dei personalismi e pensare prima di tutto alla tutela ambientale che coincide con la tutela della risorsa legno, del lavoro e della materia prima perché tutti parliamo di chilometro zero ma poi le arance le facciamo arrivare dall’estero invece che dalla Sicilia perché costano un euro in meno - conclude Emanuele Orsini -. Le potenzialità ci sono, abbiamo lavorato fortissimo sul questo tema, dal primo giorno che sono stato eletto alla presidenza dell’associazione l’ho messo nel mio programma, l’abbiamo porta a casa ed è una grande soddisfazione. E a chi è contrario chiedo se è corretto parlare di tutela del bosco come è nello stato attuale fra abbandono, incuria, mancata manutenzione con continui dissesti idrogeologici, alluvioni, incendi, emergenze continue? La tutela dei boschi è un interesse di tutti e va attivato rapidamente il nuovo circolo virtuoso in grado di coniugare sostenibilità e ambiente”.